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	<title>click.logg&#187; &#187; Protocolli</title>
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	<description>&#124; Tutte le news e i trucchi dal mondo del web e del software</description>
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		<title>Dall&#8217;Australia la comunicazione via cellulare senza ripetitori</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/07/18/dallaustralia-la-comunicazione-via-cellulare-senza-ripetitori/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 07:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[Wi-Fi]]></category>

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		<description><![CDATA[Può essere irritante capitare in luoghi non coperti dalla rete cellulare, ma provate a pensare ai minuti successivi ad un disastro, come un terremoto, quando sarebbe vitale scambiare informazioni e i ripetitori sono stati distrutti.
In casi come questi sarà utile un progetto della Flinders University di Adelaide, in Australia, basato sulla rete Wi-Fi.
Il software sviluppato dai ricercatori guidati dal dotor Paul Gardner-Stephen, installato su un telefonino, individua i cellulari con connessione Wi-Fi nel proprio campo d&#8217;azione, mettendosi in contatto con loro. Il telefono può anche funzionare da ripetitore, in modo da ingrandire il campo di ricezione. Ovviamente più la zona [<a href="http://click.logg.it/2010/07/18/dallaustralia-la-comunicazione-via-cellulare-senza-ripetitori/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">Può essere irritante capitare in luoghi non coperti dalla rete cellulare, ma provate a pensare ai minuti successivi ad un disastro, come un terremoto, quando sarebbe vitale scambiare informazioni e i ripetitori sono stati distrutti.</div>
<div id="attachment_1820" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/07/Wifi-Small.png"><img class="size-medium wp-image-1820" title="Logo della Wi-Fi Alliance®" src="http://newton.logg.it/files/2010/07/Wifi-Small-400x163.png" alt="Logo della Wi-Fi Alliance®" width="400" height="163" /></a><p class="wp-caption-text">Logo della Wi-Fi Alliance®</p></div>
<p>In casi come questi sarà utile un progetto della Flinders University di Adelaide, in Australia, basato sulla rete Wi-Fi.</p>
<p>Il software sviluppato dai ricercatori guidati dal dotor Paul Gardner-Stephen, installato su un telefonino, individua i cellulari con connessione Wi-Fi nel proprio campo d&#8217;azione, mettendosi in contatto con loro. Il telefono può anche funzionare da ripetitore, in modo da ingrandire il campo di ricezione. Ovviamente più la zona sarà urbanizzata più saranno i contatti instaurati.</p>
<p>Il sistema è stato collaudato con ottimi risultati nell&#8217;Australia centrale, dove non esistono ripetitori o satelliti che possano permettere le comunicazioni.</p>
<p>Il terremoto di Haiti aveva distrutto il sistema di comunicazioni e c&#8217;è voluto tempo, prezioso tempo per ricreare nuove infrastrutture: con il nuovo metodo sarebbe stato rapido e anche meno costoso.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="GoMoNews" href="http://www.gomonews.com/no-reception-no-problem-use-your-mobile-phone-as-a-cell-tower/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+GomoNews+%28GoMo+News%29" target="_blank">GoMoNews</a>]</p>


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		<title>In fase di test il pulsante FourSquare (prima di invadere il web)</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/06/16/in-fase-di-test-il-pulsante-foursquare-prima-di-invadere-il-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 07:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Foursquare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;invasione del pulsante &#8220;like&#8221; di Facebook è ora in fase di test con il Wall Street Journal il pulsante di Foursquare, in attesa di invadere il web.
Il sito del giornale pubblicherà infatti il pulsante accanto ai luoghi di cui si parla negli articoli, per esempio ristoranti o siti culturali.
Al clic sul pulsante il locale verrà aggiunto alla to-do-list del proprio profilo FourSquare con una breve recensione del WSJ e il link all&#8217;articolo che garantisce un po&#8217; traffico supplementare al giornale, sarà inoltre possibile aggiungere una propria nota.
L&#8217;effetto è quello di potenziare la pagina web dove si trova il pulsante con [<a href="http://click.logg.it/2010/06/16/in-fase-di-test-il-pulsante-foursquare-prima-di-invadere-il-web/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;invasione del <a title="Da f8 molte novità per Facebook " href="http://click.logg.it/2010/04/24/da-f8-molte-novita-per-facebook/">pulsante &#8220;like&#8221; di Facebook</a> è ora in fase di test con il Wall Street Journal il pulsante di <a title="Foursquare" href="http://Foursquare.com" target="_blank">Foursquare</a>, in attesa di invadere il web.</p>
<p>Il sito del giornale pubblicherà infatti il pulsante accanto ai luoghi di cui si parla negli articoli, per esempio ristoranti o siti culturali.</p>
<div id="attachment_3328" class="wp-caption alignnone" style="width: 322px"><a rel="attachment wp-att-3328" href="http://click.logg.it/2010/06/16/in-fase-di-test-il-pulsante-foursquare-prima-di-invadere-il-web/foursquare-wsj/"><img class="size-full wp-image-3328" title="Il pulsante FourSquare sul Wall Street Journal" src="http://click.logg.it/files/2010/06/foursquare-wsj.png" alt="Il pulsante FourSquare sul Wall Street Journal" width="312" height="156" /></a><p class="wp-caption-text">Il pulsante FourSquare sul Wall Street Journal</p></div>
<p>Al clic sul pulsante il locale verrà aggiunto alla to-do-list del proprio profilo FourSquare con una breve recensione del WSJ e il link all&#8217;articolo che garantisce un po&#8217; traffico supplementare al giornale, sarà inoltre possibile aggiungere una propria nota.</p>
<p>L&#8217;effetto è quello di potenziare la pagina web dove si trova il pulsante con le funzionalità del network, più che il classico effetto condivisione.</p>
<p>Per il momento i pulsanti appariranno solo sul Wall Street Journal, ma &#8220;siamo interessati a trovare un modo per allargarci in futuro, in modo che altri luoghi possano avvantaggiarsene&#8221; ha dichiarato l&#8217;addetto stampa di FourSquare.</p>
<p>E&#8217; possibile vedere il pulsante in funzione su questo <a title="wall street journal" href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703389004575304944253821792.html?mod=4sq" target="_blank">articolo del WSJ</a>.</p>
<p>[Via: <a title="techcrunch" href="http://techcrunch.com/2010/06/14/foursquare-buttons/" target="_blank">TechCrunch</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2010/04/29/foursquare-raggiunge-1-milione-di-utenti-e-aggiunge-la-pubblicita-localizzata/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Foursquare raggiunge 1 milione di utenti e aggiunge la pubblicità localizzata'>Foursquare raggiunge 1 milione di utenti e aggiunge la pubblicità localizzata</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/03/05/microsoft-sfida-google-con-kumo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Microsoft sfida Google con Kumo?'>Microsoft sfida Google con Kumo?</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/12/23/apple-pensa-di-lanciare-la-tv-via-internet-in-abbonamento/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Apple pensa di lanciare la TV via internet in abbonamento'>Apple pensa di lanciare la TV via internet in abbonamento</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Google introduce le ricerche sicure</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/05/22/google-introduce-le-ricerche-sicure/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 14:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[SSL]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha introdotto le ricerche sicure sul proprio motore di ricerca.
E&#8217; infatti disponibile una nuova homepage di ricerca https://www.google.com, contraddistinta dal protocollo &#8220;https&#8221;, che apre un canale protetto cioè crittografato con tecnologia SSL, tra il proprio browser e i server di Google.
Questo significa che tutte le informazioni scambiate tra i due computer saranno crittografate e in quanto tali non potranno essere intercettate da terze parti.
Questo però non riduce i dati scambiati e nemmeno quelli conservati da Mountain View che li tratterà come qualsiasi altra ricerca. Anche i risultati della ricerca non muteranno e saranno esattamente gli stessi che si ottengono [<a href="http://click.logg.it/2010/05/22/google-introduce-le-ricerche-sicure/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="google" href="http://google.com" target="_blank">Google</a> ha introdotto le ricerche sicure sul proprio motore di ricerca.</p>
<div id="attachment_3102" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-3102" href="http://click.logg.it/2010/05/22/google-introduce-le-ricerche-sicure/google-ssl-search/"><img class="size-full wp-image-3102" title="La ricerca sicura Google" src="http://click.logg.it/files/2010/05/Google-ssl-search.png" alt="La ricerca sicura Google" width="400" height="129" /></a><p class="wp-caption-text">La ricerca sicura Google</p></div>
<p>E&#8217; infatti disponibile una nuova homepage di ricerca <a href="https://www.google.com/" class="broken_link">https://www.google.com</a>, contraddistinta dal protocollo &#8220;https&#8221;, che apre un canale protetto cioè crittografato con tecnologia SSL, tra il proprio browser e i server di Google.</p>
<p>Questo significa che tutte le informazioni scambiate tra i due computer saranno crittografate e in quanto tali non potranno essere intercettate da terze parti.</p>
<p>Questo però non riduce i dati scambiati e nemmeno quelli conservati da Mountain View che li tratterà come qualsiasi altra ricerca. Anche i risultati della ricerca non muteranno e saranno esattamente gli stessi che si ottengono anche con il protocollo non sicuro.</p>
<p>L&#8217;esperienza d&#8217;uso potrebbe essere invece leggermente diversa perchè ai normali tempi di elaborazione bisogna aggiungere i tempi della crittografia, così la risposta potrebbe subire qualche ritardo.</p>
<p>Google pensa in questo modo di allargare la sicurezza all&#8217;interno dei propri prodotti: da qualche anno Docs, Gmail e altri utilizzano SSL. L&#8217;idea è quella di implemetare gradualmente la crittografia a livello di login, in modo di avere sicurezza completa anche passando ad altri servizi Google. Al momento però la trasmissione sicura funziona solo col cuore del motore di ricerca: andando sulla ricerca news o immagini si perde questa caratteristica.</p>
<p>[Via: <a title="google official blog" href="http://googleblog.blogspot.com/2010/05/search-more-securely-with-encrypted.html" target="_blank">Google Official Blog</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2009/07/12/google-migiora-ricerche-traduzioni-gmail/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google migliora ricerche, traduzioni, Gmail'>Google migliora ricerche, traduzioni, Gmail</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2010/05/06/google-da-una-rinfrescata-a-logo-e-pagina-ricerche/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google dà una rinfrescata a logo e pagina ricerche'>Google dà una rinfrescata a logo e pagina ricerche</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/12/09/google-presenta-le-ricerche-in-tempo-reale/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google presenta le ricerche in tempo reale'>Google presenta le ricerche in tempo reale</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Da f8 molte novità per Facebook</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/04/24/da-f8-molte-novita-per-facebook/</link>
		<comments>http://click.logg.it/2010/04/24/da-f8-molte-novita-per-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 07:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla conferenza degli sviluppatori f8, tenutasi pochi giorni fa, sono state annunciate molte novità per il social network.
La conferenza era stata preceduta dall&#8217;annuncio della chiusura di Facebook Lite, la versione leggera della piattaforma lanciata un anno fa come soluzione per chi non disponeva di banda larga e quindi tipicamente per i paesi in via di sviluppo. La leggerezza paradossalmente ha ucciso questa versione della rete sociale che soffriva di poco traffico proprio perchè gli utenti non potevano accedere alle applicazioni e delle funzionalità più ricche della sorella maggiore.
Altra novità è quella delle &#8220;pagine sociali&#8221; (community pages) ovvero pagine alla wiki, che [<a href="http://click.logg.it/2010/04/24/da-f8-molte-novita-per-facebook/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla conferenza degli sviluppatori f8, tenutasi pochi giorni fa, sono state annunciate molte novità per il social network.</p>
<div id="attachment_2826" class="wp-caption alignnone" style="width: 366px"><a rel="attachment wp-att-2826" href="http://click.logg.it/2010/04/24/da-f8-molte-novita-per-facebook/facebook-social-plugins/"><img class="size-full wp-image-2826" title="I &quot;social plugin&quot; di Facebook" src="http://click.logg.it/files/2010/04/facebook-social-plugins.png" alt="I &quot;social plugin&quot; di Facebook" width="356" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">I &quot;social plugin&quot; di Facebook</p></div>
<p>La conferenza era stata preceduta dall&#8217;annuncio della chiusura di Facebook Lite, la versione leggera della piattaforma lanciata un anno fa come soluzione per chi non disponeva di banda larga e quindi tipicamente per i paesi in via di sviluppo. La leggerezza paradossalmente ha ucciso questa versione della rete sociale che soffriva di poco traffico proprio perchè gli utenti non potevano accedere alle applicazioni e delle funzionalità più ricche della sorella maggiore.</p>
<p>Altra novità è quella delle &#8220;pagine sociali&#8221; (community pages) ovvero pagine alla wiki, che inizialmente prenderanno i contenuti proprio da Wikipedia, poi potranno essere integrate (su richiesta di Facebook) dagli utenti. Francamente non si capisce l&#8217;utilità di questa duplicazione delle voci di Wikipedia sulla piattaforma del social network.</p>
<p>C&#8217;è anche una piccola aggiunta ai profili che si connetteranno automaticamente ad una serie di pagine relative ovviamente alle informazioni inserite: si può decidere di interrompere queste connessioni quando si vuole.</p>
<p>La prima novità annunciata alla conferenza è <a title="open graph protocol" href="http://opengraphprotocol.org/" target="_blank">Open Graph</a>, ovvero un intero protocollo di comunicazione tra Facebook e l&#8217;esterno, cioè tutti gli altri siti del globo. Si tratta dell&#8217;estensione di Facebook Connect in un&#8217;ottica più pervasiva, un po&#8217; come già visto con <a title="Open Graph" href="http://click.logg.it/2010/03/24/twitter-vuole-essere-anywhere/">Twitter @anywhere</a>. In sostanza la visione di Zuckemberg è quella di ricondurre ad unità &#8220;grafi&#8221;, ovvero pezzi di rete sociale, creati da altri attori sotto l&#8217;ombrello delle funzionalità di Facebook, creando in questo modo una enorme rete sociale interconnessa. Il nuovo protocollo è lanciato in collaborazione con 30 partner.</p>
<p>Legato a questo c&#8217;è una modifica delle modalità di accesso delle applicazioni che ora possono avere privilegi più facilmente e restare connessi in maniera più durevole agli utenti: questo porta con sè qualche preoccupazione per la riservatezza.</p>
<p>Gli strumenti per fare tutto questo sono principalmente i pulsanti &#8220;like&#8221; integrati con Facebook. Questi pulsanti sono oramai familiari sulla rete sociale: ora sono stati sostituiti per uniformità anche alle vecchie pagine (che ora &#8220;piacciono&#8221;, non si diventa più &#8220;fan&#8221;) ma soprattutto vanno anche all&#8217;esterno. E allora invece di trovare le classiche stelline o i sistemi di votazione sui vari siti troverete la &#8220;f&#8221; con un numerino che vi permetterà di esprimere il vostro gradimento e di farlo sapere anche a tutti i vostri amici.</p>
<p>Simili a questo sono tutta una serie di &#8220;<a title="social plugin" href="http://developers.facebook.com/plugins" target="_blank">social plugin</a>&#8220;, ovvero: commenti sul sito integrati con lo stream di facebook, &#8220;Like box&#8221; e &#8220;Face pile&#8221; per permettere agli utenti di esprimersi sulla pagina e vedere gli utenti che l&#8217;hanno già fatto, &#8220;Login with faces&#8221; che permette di vedere l&#8217;immagine di profilo degli utenti al login, &#8220;Reccomendations&#8221; che fornisce raccomandazioni rispetto al contenuto delle pagine, &#8220;Activity Feed&#8221; e &#8220;Live Stream&#8221; con il primo che mostra cosa gli utenti stanno facendo sul sito e il secondo che porta addirittura lo stream all&#8217;interno delle pagine.</p>
<p><a title="Facebook" href="http://Facebook.com" target="_blank">Facebook</a> insomma con la forza dei suoi 400 milioni di utenti si sta facendo più invasiva: tutto questo sfoggio di potenza sarà tollerato dagli altri big del mercato?</p>
<p>Approfondimenti: <a title="facebook blog" href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=382978412130" target="_blank">Facebook blog</a>, <a title="cnet news" href="http://news.cnet.com/8301-13577_3-20003053-36.html" target="_blank">cnet news</a>, <a title="the next web" href="http://thenextweb.com/socialmedia/2010/04/21/facebook-what-they-announced-at-f8/" target="_blank">The Next Web</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2009/03/06/facebook-cambia-interfaccia-di-nuovo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Facebook cambia interfaccia, di nuovo'>Facebook cambia interfaccia, di nuovo</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/03/27/facebook-spinge-i-giochi-e-forse-battera-moneta/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Facebook spinge i giochi e forse batterà moneta'>Facebook spinge i giochi e forse batterà moneta</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2010/07/10/pagemodo-personalizza-le-pagine-facebook/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Pagemodo personalizza le pagine Facebook'>Pagemodo personalizza le pagine Facebook</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Open Web Foundation approva un accordo per il web aperto</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/11/21/open-web-foundation-approva-un-accordo-per-il-web-aperto/</link>
		<comments>http://click.logg.it/2009/11/21/open-web-foundation-approva-un-accordo-per-il-web-aperto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 18:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Open source]]></category>
		<category><![CDATA[Protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Standard]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo]]></category>
		<category><![CDATA[Open Web Foundation]]></category>

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		<description><![CDATA[La Open Web Foundation, nata a luglio, è un tentativo di costruire un punto di raccordo per tecnologie web realizzate dalla comunità degli sviluppatori in modalità open source, portando nel mondo di protocolli e formati lo stesso approccio che già esiste per i software. 
Creata sui modelli dell&#8217;Apache Software Foundation e di Creative Commons, vorrebbe facilitare la creazione di accordi legali per l&#8217;utilizzo di protocolli e formati, in modo che risultino semplici da usare, sicuri e sostenibili.
Il tentativo è quello di fermare la proliferazione di una fondazione per ogni nuova tecnologia web che nasce, cercando di ottimizzare gli sforzi di tutti quelli che lavorano [<a href="http://click.logg.it/2009/11/21/open-web-foundation-approva-un-accordo-per-il-web-aperto/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a title="open web foundation" href="http://openwebfoundation.org" target="_blank">Open Web Foundation</a>, nata a luglio, è un tentativo di costruire un punto di raccordo per tecnologie web realizzate dalla comunità degli sviluppatori in modalità open source, portando nel mondo di protocolli e formati lo stesso approccio che già esiste per i software. </p>
<div id="attachment_1771" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><img class="size-full wp-image-1771" src="http://click.logg.it/files/2009/11/Open-Web-Foundation.png" alt="Open Web Foundation" width="375" height="130" /><p class="wp-caption-text">Open Web Foundation</p></div>
<p>Creata sui modelli dell&#8217;Apache Software Foundation e di Creative Commons, vorrebbe facilitare la creazione di accordi legali per l&#8217;utilizzo di protocolli e formati, in modo che risultino semplici da usare, sicuri e sostenibili.</p>
<p>Il tentativo è quello di fermare la proliferazione di una fondazione per ogni nuova tecnologia web che nasce, cercando di ottimizzare gli sforzi di tutti quelli che lavorano con questi standard.</p>
<p>Dalla fondazione arriva ora un accordo (OWFa) che una volta adottato da organizzazioni e aziende eviterà il costoso processo di creazione di nuove licenze per ogni protocollo o formato.</p>
<p>Ecco allora che ad Open Web Foundation sono state &#8220;assegnati&#8221; una serie di nuovi standard come OAuth per l&#8217;autenticazione, già adottato da Facebook, Google, Microsoft e Yahoo!, Media RSS 1.5 (mRSS) di Yahoo! che permetterà di distribuire in Syndacation anche i video oltre a testo, immagini e audio come si può fare oggi.</p>
<p>In totale i protocolli e formati seguiti sono 10, sviluppati da grandi e piccole aziende, che potranno quindi essere riusati da altre in modo da diventare standard de facto.</p>
<p>Si tratta insomma di un passo avanti per l&#8217;interoperabilità di molte tecnologie web che diventano quindi della collettività, senza più il rischio che le grandi corporation ne controllino l&#8217;utilizzo.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="yahoo! anedoctal" href="http://ycorpblog.com/2009/11/17/owf/" target="_blank">Yahoo! Anedoctal</a>, <a title="open web foundation" href="http://openwebfoundation.org/2009/11/introducing-the-open-web-foundation-agreement.html" target="_blank">OWF</a>]</p>


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		<title>Il P2P vince: Pirate Bay non serve più. E infatti chiude.</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/11/18/il-p2p-vince-pirate-bay-non-serve-piu-e-infatti-chiude/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 19:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[BitTorrent]]></category>
		<category><![CDATA[The Pirate Bay]]></category>

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		<description><![CDATA[I ragazzi di Pirate Bay hanno deciso che i tempi sono maturi per una scomparsa della loro creatura.
Sul loro blog ufficiale hanno infatti spiegato che le nuove tecnologie introdotte per la gestione dei torrent hanno di fatto reso inutile continuare a far funzionare un tracker centrale per gli stessi torrent.
La cosa è anche comprensibile dall&#8217;homepage che riporta un grande magnete in primo piano: una delle tecnologie innovative infatti è quella dei &#8220;magnet link&#8221; che permettono all&#8217;utente di non dover più scaricare in locale il file torrent, ma necessitano solo del suo riferimento hash che poi i client utilizzeranno per ricavare il [<a href="http://click.logg.it/2009/11/18/il-p2p-vince-pirate-bay-non-serve-piu-e-infatti-chiude/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>I ragazzi di <a title="the pirate bay" href="http://thepiratebay.org/" target="_blank">Pirate Bay</a> hanno deciso che i tempi sono maturi per una scomparsa della loro creatura.</p>
<p>Sul loro blog ufficiale hanno infatti spiegato che le nuove tecnologie introdotte per la gestione dei torrent hanno di fatto reso inutile continuare a far funzionare un tracker centrale per gli stessi torrent.</p>
<div id="attachment_1751" class="wp-caption aligncenter" style="width: 361px"><img class="size-medium wp-image-1751" src="http://click.logg.it/files/2009/11/Pirate-Bay-closes-351x300.PNG" alt="Il magnete su Pirate Bay" width="351" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il magnete su Pirate Bay</p></div>
<p>La cosa è anche comprensibile dall&#8217;homepage che riporta un grande magnete in primo piano: una delle tecnologie innovative infatti è quella dei &#8220;magnet link&#8221; che permettono all&#8217;utente di non dover più scaricare in locale il file torrent, ma necessitano solo del suo riferimento hash che poi i client utilizzeranno per ricavare il file da uno dei peer collegati.</p>
<p>Le altre tecnologie sono DHT e PEX. DHT (distributed hash table) non è nient&#8217;altro che la rete dei peer-to peer decentralizzata che tutti i moderni client utilizzano: il suo dispiegamento è andato così avanti che il tracker non è più necessario per scaricare un torrent. PEX (peer exchange) è il metodo usato per scambiare le informazioni dei torrent tra i peer: a Pirate Bay hanno notato che attualmente sono riportati più torrent con questo sistema piuttosto che con il classico tracker.</p>
<p>E allora Pirate Bay non serve più, è semplicemente superato dalle tecnologie, tanto vale spegnerlo e mettere i server in un museo, proprio come dicono di avere fatto.</p>
<p>Insomma i torrent hanno vinto: con questi sistemi decentralizzati trovare e distribuire un torrent diventa più veloce e meno vulnerabile perchè non dipende dalle performance di un server che può essere spento per un guasto o perchè fermato dalle autorità giudiziarie (come le note traversie di Pirate Bay insegnano).</p>
<p>Pirate Bay è morto, viva Pirate Bay.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="pirate bay blog" href="http://thepiratebay.org/blog/175" target="_blank">The Pirate Bay Blog</a>]</p>


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		<title>Google con SPDY e GO vuole velocizzare internet</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/11/16/google-con-spdy-e-go-vuole-velocizzare-internet/</link>
		<comments>http://click.logg.it/2009/11/16/google-con-spdy-e-go-vuole-velocizzare-internet/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[GO]]></category>
		<category><![CDATA[NAtive Client]]></category>
		<category><![CDATA[SPDY]]></category>

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		<description><![CDATA[Google è sempre al lavoro su nuove tecnologie che possano migliorare l&#8217;esperienza della navigazione per i propri utenti.
Dai propri gruppi di ricerca sono usciti due progetti, in grado di velocizzare la navigazione e l&#8217;utilizzo stesso di internet.
Il primo è SPDY, che ha l&#8217;obiettivo di dimezzare i tempi di caricamente delle pagine web del 50%. Secondo il gruppo al lavoro è possibile farlo affiancando un nuovo protocollo al veccho HTTP che possa in parte sostituirsi ad esso.
Per far questo Google sta disegnando un nuovo server web e sta incorporando i principi di SPDY nel proprio browser Chrome. Il nuovo protocollo permetterà multiple [<a href="http://click.logg.it/2009/11/16/google-con-spdy-e-go-vuole-velocizzare-internet/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Google" href="http://Google.com" target="_blank">Google</a> è sempre al lavoro su nuove tecnologie che possano migliorare l&#8217;esperienza della navigazione per i propri utenti.</p>
<p>Dai propri gruppi di ricerca sono usciti due progetti, in grado di velocizzare la navigazione e l&#8217;utilizzo stesso di internet.</p>
<p>Il primo è <a title="spdy" href="http://dev.chromium.org/spdy" target="_blank">SPDY</a>, che ha l&#8217;obiettivo di dimezzare i tempi di caricamente delle pagine web del 50%. Secondo il gruppo al lavoro è possibile farlo affiancando un nuovo protocollo al veccho HTTP che possa in parte sostituirsi ad esso.</p>
<p>Per far questo Google sta disegnando un nuovo server web e sta incorporando i principi di SPDY nel proprio browser Chrome. Il nuovo protocollo permetterà multiple richieste in modo di lavorare in maniera concorrente, intestazioni compresse per risparmiare sui dati da inviare (per caricare una pagina web oggi servono da 50 a 100 sottorichieste, quindi le intestazioni sono significative), richieste prioritarie in modo che il client possa avere certe risorse prima di altre (risolve il problema della congestione del canale con risorse non critiche quando altre critiche sono in attesa).</p>
<p>I test di Google dicono che SPDY velocizza del 64% lo scaricamente dei top 25 siti web. </p>
<div id="attachment_1737" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-1737" src="http://click.logg.it/files/2009/11/Gordon-Go-Gopher-Mascotte.png" alt="Gordon, la mascotte di GO" width="250" height="249" /><p class="wp-caption-text">Gordon, la mascotte di GO</p></div>
<p>Il secondo progetto è un linguaggio di programmazione chiamato <a title="GO language" href="http://www.golang.org/" target="_blank">GO</a>, unito alla sua controparte software, chiamata <a title="native client" href="http://code.google.com/p/nativeclient/" target="_blank">Native Client</a>.</p>
<p>Con questi due strumenti sarà possibile scrivere applicazioni web che possano girare in modo molto più veloce rispetto agli standard attuali come Javascript, Java, Flash, Silverlight.</p>
<p>In realtà Native Client è un progetto del 2008 che sta giungendo a maturità e che è incorporato in Chrome, anche se disattivo al momento. L&#8217;idea è quella di avere software che gira veloce (quasi) tanto quanto i normali programmi per PC ma con la garanzia di non avere codice pericoloso dal punto di vista della sicurezza.</p>
<p>GO è un linguaggio che vuole rendere più rapida la scrittura del codice e vuole agevolare l&#8217;uso dei processori multicore che possono effettuare compiti in parallelo.</p>
<p>Per il momento Google pensa di utilizzare GO sui propri server: con i soldi che risparmierà dall&#8217;efficenza dei software potrà spingere sullo sviluppo del linguaggio e del client per vedere di imporli come standard, cosa nient&#8217;affatto semplice.</p>
<p>Entrambi i progetti, che sono open source,  stanno cercando l&#8217;aiuto degli utenti per migliorare il lavoro fatto fino ad ora.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="read write web" href="http://www.readwriteweb.com/archives/spdy_google_wants_to_speed_up_the_web.php" target="_blank">ReadWriteWeb</a>, <a title="cnet" href="http://news.cnet.com/8301-30685_3-10395355-264.html" target="_blank">Cnet</a>]</p>


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		<title>Icann dà il via libera a siti con indirizzi non latini</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 19:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domini]]></category>
		<category><![CDATA[Protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Standard]]></category>
		<category><![CDATA[ICANN]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un paio di anni di preparazione ICANN ha autorizzato la possibilità di avere caratteri non latini all&#8217;interno dell&#8217;indirizzo dei siti web.
L&#8217;introduzione di caratteri non-latini rappresenta il cambiamento tecnico più grande ad internet da quando è stato creato 4o anni fa&#8221; ha detto il presidente ICANN Peter Dengate Thrush.
Il cambio permetterà di passare da 37 caratteri (25 lettere, 10 cifre, punto e trattino) a circa 100.000 diversi caratteri di molte lingue. Per poter funzionare la novità necessita di una modifica al sistema dei DNS, ovvero la modalità con cui gli indirizzi web vengono tradotti in indirizzi IP che contraddistinguono ciascun computer connesso [<a href="http://click.logg.it/2009/11/02/icann-da-il-via-libera-a-siti-con-indirizzi-non-latini/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un paio di anni di preparazione <a title="icann" href="http://icann.org" target="_blank">ICANN</a> ha autorizzato la possibilità di avere caratteri non latini all&#8217;interno dell&#8217;indirizzo dei siti web.</p>
<div id="attachment_1659" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-medium wp-image-1659" src="http://click.logg.it/files/2009/11/icann-non-latin-address-400x151.jpg" alt="Indirizzi web con caratterki non latini - Via: cnet" width="400" height="151" /><p class="wp-caption-text">Indirizzi web con caratterki non latini - Via: cnet</p></div>
<p>L&#8217;introduzione di caratteri non-latini rappresenta il cambiamento tecnico più grande ad internet da quando è stato creato 4o anni fa&#8221; ha detto il presidente ICANN Peter Dengate Thrush.</p>
<p>Il cambio permetterà di passare da 37 caratteri (25 lettere, 10 cifre, punto e trattino) a circa 100.000 diversi caratteri di molte lingue. Per poter funzionare la novità necessita di una modifica al sistema dei DNS, ovvero la modalità con cui gli indirizzi web vengono tradotti in indirizzi IP che contraddistinguono ciascun computer connesso ad internet. </p>
<p>L&#8217;innovazione dovrebbe far diventare il web più democratico e globale perchè chi non usa caratteri latini fino ad ora è stato forzato a digitare solo questi nelle barre degli indirizzi: da ora in poi potranno usare le lettere con le quali parlano. Ma questi vantaggi portano anche dei problemi.</p>
<p>I primi indirizzi a poter introdurre l&#8217;innovazione saranno i domini di tipo grografico: .it, .cn o .br per esempio. Più in là arriverà la possibilità di farlo anche con quelli generici .com, .org eccetera, ma qui c&#8217;è il primo problema: un dominio .com scritto con un altro alfabeto dovrebbe far riferimento a quello già registrato o dovrebbe essere un nuovo dominio tout court? ICANN non ha ancora preso una decisione.</p>
<p>Altri problemi sono riferibili agli omoglifi, ovvero ai caratteri simili o uguali nelle differenti lingue che hanno diverso codice ASCII e potranno quindi essere sfruttati dai truffatori: è possibile infatti sostituire alcuni caratteri di domini per portare gli internauti su siti diversi da quelli dove vogliono arrivare. I realizzatori di browser stanno costruendo dei software per intercettare questi tentativi, avvisando per tempo i navigatori.</p>
<p>Secondo alcuni analisti poi tutte le compagnie saranno costrette ad avere almeno due domini: uno con l&#8217;indirizzo in caratteri latini e lingua inglese e uno con i caratteri madrelingua: nessuno all&#8217;estero infatti sarà mai in grado di digitare un carattere in russo, cinese o arabo. </p>
<p>Non dovremo aspettare molto per vedere i nuovi indirizzi attivi: ICANN li accetterà dal 16 novembre e i siti saranno online dalla metà del 2010.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="the new york times" href="http://www.nytimes.com/2009/10/31/technology/31net.html" target="_blank">The New York Times</a>, <a title="pcworld" href="http://www.pcworld.com/businesscenter/article/181051/web_goes_worldwide_with_international_domains.html" target="_blank">PCWorld</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2010/05/18/arrivano-i-domini-internazionalizzati/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Arrivano i domini internazionalizzati'>Arrivano i domini internazionalizzati</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/10/03/licann-si-affranca-dagli-usa-e-diventa-globale/' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;ICANN si affranca dagli USA e diventa globale'>L&#8217;ICANN si affranca dagli USA e diventa globale</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2010/06/27/approvato-dallicann-il-dominio-xxx/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Approvato dall&#8217;ICANN il dominio .xxx'>Approvato dall&#8217;ICANN il dominio .xxx</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>μTP: il nuovo protocollo ideato da BitTorrent</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/10/13/%ce%bctp-il-nuovo-protocollo-ideato-da-bittorrent/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 19:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[BitTorrent]]></category>
		<category><![CDATA[μTP]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quei geniacci di BitTorrent arriva un&#8217;altra innovazione potenzialmente rivoluzionaria per la configurazione di internet nel futuro.
I laboratori della compagnia sono partiti dalla constatazione che i client di BitTorrent siano diventati molto popolari per scambiare file di grandi dimensioni. Per questo motivo alcuni dati statistici parlano di percentuali molto elevate di traffico (dal 30% al 50% ) sull&#8217;intera rete internet dovuta allo scambio di BitTorrent.
Questo fatto è alla base della decisione di alcuni interet provider di &#8220;rallentare&#8221; il flusso dati scambiato da questi client in modo da privilegiare gli altri servizi. Naturalmente su questo punto si è subito aperto un [<a href="http://click.logg.it/2009/10/13/%ce%bctp-il-nuovo-protocollo-ideato-da-bittorrent/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quei geniacci di <a title="bittorrent" href="http://www.bittorrent.com/" target="_blank">BitTorrent</a> arriva un&#8217;altra innovazione potenzialmente rivoluzionaria per la configurazione di internet nel futuro.</p>
<div id="attachment_1545" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-medium wp-image-1545" src="http://click.logg.it/files/2009/10/Rufus-BitTorrent-screenshot-400x214.jpg" alt="Un client BitTorrent" width="400" height="214" /><p class="wp-caption-text">Un client BitTorrent</p></div>
<p>I laboratori della compagnia sono partiti dalla constatazione che i client di BitTorrent siano diventati molto popolari per scambiare file di grandi dimensioni. Per questo motivo alcuni dati statistici parlano di percentuali molto elevate di traffico (dal 30% al 50% ) sull&#8217;intera rete internet dovuta allo scambio di BitTorrent.</p>
<p>Questo fatto è alla base della decisione di alcuni interet provider di &#8220;rallentare&#8221; il flusso dati scambiato da questi client in modo da privilegiare gli altri servizi. Naturalmente su questo punto si è subito aperto un dibattito riapetto alla neutralità della rete: non è corretto a priori rallentare un&#8217;applicazione piuttosto che un&#8217;altra semplicemente perchè è troppo popolare.</p>
<p>Ecco quindi venire in soccorso il nuovo protocollo μTP, “micro-Transport Protocol”. Il principio è quello di sostituire l&#8217;obsoleto TCP, che attualmente può capire quando una connessione è troppo intasata solo in occasione della perdita dei pacchetti, quando è oramai troppo tardi. μTP al contrario è in grado di misurare il tempo di consegna dei pacchetti e quindi di auto-regolare gli invii, rallentandoli progressivamente all&#8217;aumentare del traffico.</p>
<p>In buona sostanza l&#8217;algoritmo alla base tenta di utilizzare tutta la banda &#8220;libera&#8221;, senza però bloccarla come farebbe il vecchio TCP. Con questo sistema gli internet provider non avrebbero più bisogno di &#8220;rallentare&#8221; i pacchetti che utilizzano questo protocollo, semplicemente perchè non serve.</p>
<p>BitTorrent implemeterà μTP su tutte le nuove versioni dei propri client: solo allora potremo verificare la bontà del protocollo che sembra molto promettente.</p>
<p>[Via: <a title="bittorrent blog" href="http://blog.bittorrent.com/2009/10/05/changing-the-game-with-%CE%BCtp/" target="_blank">BitTorrent Blog</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2009/06/27/utorrent-vince-la-gara-tra-i-client-bittorrent/' rel='bookmark' title='Permanent Link: uTorrent vince la gara tra i client BitTorrent'>uTorrent vince la gara tra i client BitTorrent</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/03/24/hstp-nuovo-protocollo-per-il-web-vocale-da-ibm/' rel='bookmark' title='Permanent Link: HSTP: nuovo protocollo per il web vocale da IBM'>HSTP: nuovo protocollo per il web vocale da IBM</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/09/07/nasce-hexagon-cc-il-social-torrent-by-isohunt/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Nasce Hexagon.cc il &#8220;social torrent&#8221; by IsoHunt'>Nasce Hexagon.cc il &#8220;social torrent&#8221; by IsoHunt</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ICANN si affranca dagli USA e diventa globale</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 19:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domini]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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		<category><![CDATA[ICANN]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ICANN, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers esce finalmente dal controllo del governo degli USA e diventa un&#8217;organizzazione no-profit globale.
L&#8217;atto che ha sancito il divorzio è stato siglato il 30 settembre dal Dipartimento per il Commercio degli USA: chiamato &#8220;Affirmation of Commitments&#8221; stabilisce che dal 1 ottobre 2009 ICANN debba riferire ad un nuovo organismo il &#8220;Government Advisory Committee&#8221;, rappresentativo di più di 100 paesi del mondo.
Si conclude insomma una transizione che parte dalla nascita dell&#8217;ICANN che nel 1998 prese il posto della IANA, diretta emanazione dello stesso Dipartimento per il Commercio. Si è trattato insomma di un periodo [<a href="http://click.logg.it/2009/10/03/licann-si-affranca-dagli-usa-e-diventa-globale/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a title="icann" href="http://www.icann.org" target="_blank">ICANN</a>, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers esce finalmente dal controllo del governo degli USA e diventa un&#8217;organizzazione no-profit globale.</p>
<div id="attachment_1490" class="wp-caption aligncenter" style="width: 384px"><img class="size-medium wp-image-1490" src="http://click.logg.it/files/2009/10/icann-logo-s-374x300.jpg" alt="ICANN" width="374" height="300" /><p class="wp-caption-text">ICANN</p></div>
<p>L&#8217;atto che ha sancito il divorzio è stato siglato il 30 settembre dal Dipartimento per il Commercio degli USA: chiamato &#8220;Affirmation of Commitments&#8221; stabilisce che dal 1 ottobre 2009 ICANN debba riferire ad un nuovo organismo il &#8220;Government Advisory Committee&#8221;, rappresentativo di più di 100 paesi del mondo.</p>
<p>Si conclude insomma una transizione che parte dalla nascita dell&#8217;ICANN che nel 1998 prese il posto della IANA, diretta emanazione dello stesso Dipartimento per il Commercio. Si è trattato insomma di un periodo in cui l&#8217;organizzazione è diventata matura per poter svolgere il proprio ruolo in tutto il mondo.</p>
<p>Nella precendente configurazione, l&#8217;ICANN era troppo influenzata dagli USA: se questo era giustificato dal fatto che la maggior parte delle infrastrutture internet erano su suolo americano, l&#8217;impetuosa crescita degli ultimi anni aveva fatto storcere il naso a molti stati per questo controllo.</p>
<p>&#8220;E&#8217; un giorno storico e meraviglioso&#8221;, secondo Rod Beckstrom, capo di ICANN.</p>
<p>Anche l&#8217;UE plaude al provvedimento: da tempo recalamava un ruolo all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione che ha il compito di assegnare gli indirizzi IP, gestire i nomi a dominio, il sistema dei root server e supervisionare i protocolli internet.</p>
<p>Saranno creati tre gruppi di controllo indipendenti, formati dai rappresentanti dei governi su sicurezza, competizione e responsabilità: gli USA hanno mantenuto un posto fisso nell&#8217;ultimo comitato.</p>
<p>L&#8217;accordo è stato salutato con favore anche dai massimi responsabili di aziende e associazioni dot.com, come Eric Schmidt, AD di Google, Bob Parsons, AD di Go Daddy, Mark McLaughlin, Presidente e AD di VeriSign, Lynn St. Amour, Presidente e AD di Internet Society.</p>
<p>[Via: <a title="bbc news" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8283310.stm" target="_blank">BBC News</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2009/11/02/icann-da-il-via-libera-a-siti-con-indirizzi-non-latini/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Icann dà il via libera a siti con indirizzi non latini'>Icann dà il via libera a siti con indirizzi non latini</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2010/05/18/arrivano-i-domini-internazionalizzati/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Arrivano i domini internazionalizzati'>Arrivano i domini internazionalizzati</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2010/07/28/lislanda-diventa-un-santuari-della-liberta-despressione/' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;Islanda diventa un santuario della libertà d&#8217;espressione'>L&#8217;Islanda diventa un santuario della libertà d&#8217;espressione</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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