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	<title>click.logg&#187; &#187; Informazione</title>
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	<description>&#124; Tutte le news e i trucchi dal mondo del web e del software</description>
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		<title>Google News si evolve: crea la tua sezione e segnala le notizie preferite</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 08:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://click.logg.it/?p=2211</guid>
		<description><![CDATA[Alcune novità su Google News contribuiscono a rendere più interessante il servizio.
La prima è la capacità di creare la propria sezione di notizie personale, che va ad aggiungersi alla possibilità di modificare l&#8217;aspetto dell&#8217;homepage. Questo è possibile a partire dalle pagine di Google News in inglese (quelle di Australia, Canada, India, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito, USA) ed è fattibile semplicemente impostando una ricerca: il risultato sarà automaticamente inserito nella sezione personale. Quest&#8217;ultima poi può essere inserita nell&#8217;elenco di Google e può essere utilizzata anche da altri utenti, un po&#8217; come succede per le mappe personalizzate. Alcuni esempi sono Space e Hollywood.
La [<a href="http://click.logg.it/2010/02/03/google-news-si-evolve-crea-la-tua-sezione-e-segnala-le-notizie-preferite/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune novità su <a title="google news" href="http://news.google.com" target="_blank">Google News</a> contribuiscono a rendere più interessante il servizio.</p>
<div id="attachment_2215" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-2215" title="Google News section: Space" src="http://click.logg.it/files/2010/02/Google-News-Section-Space.jpg" alt="Google News section: Space" width="400" height="288" /><p class="wp-caption-text">Google News section: Space</p></div>
<p>La prima è la capacità di creare la propria sezione di notizie personale, che va ad aggiungersi alla possibilità di modificare l&#8217;aspetto dell&#8217;homepage. Questo è possibile a partire dalle pagine di Google News in inglese (quelle di Australia, Canada, India, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito, USA) ed è fattibile semplicemente impostando una ricerca: il risultato sarà automaticamente inserito nella sezione personale. Quest&#8217;ultima poi può essere inserita nell&#8217;elenco di Google e può essere utilizzata anche da altri utenti, un po&#8217; come succede per le mappe personalizzate. Alcuni esempi sono <a title="google news space" href="http://news.google.com/news/section?pz=1&amp;cf=all&amp;ned=us&amp;hl=en&amp;csid=81fd56484d395619" target="_blank">Space</a> e <a title="google news hollywood" href="http://news.google.com/news/section?pz=1&amp;cf=all&amp;ned=us&amp;hl=en&amp;csid=615ae121f2642223" target="_blank">Hollywood</a>.</p>
<div id="attachment_2216" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-2216" title="Google News: starred (preferiti)" src="http://click.logg.it/files/2010/02/Google-News-Starred.jpg" alt="Google News: starred (preferiti)" width="400" height="362" /><p class="wp-caption-text">Google News: starred (preferiti)</p></div>
<p>La seconda riguarda sempre le notizie in inglese che possono adesso essere contrassegnate con una stella e automaticamente inserite nella propria sezione &#8220;starred&#8221; di Google News. Si tratta insomma di una funzione &#8220;preferiti&#8221;, come quella utilizzabile sul nostro browser o su Gmail: un modo per tenere sott&#8217;occhio le notizie che ci interessano di più. Google terrà poi in osservazione la notizia segnalata e proporrà il titolo in grassetto in occasione di modifiche alla pagina della notizia.</p>
<p>Peccato solo che queste funzioni non siano disponibili per il momento in Italia.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="google news blog" href="http://googlenewsblog.blogspot.com/2009/11/create-and-share-custom-news-sections.html" target="_blank">Google News Blog</a>, <a title="google news blog" href="http://googlenewsblog.blogspot.com/" target="_blank">Google News Blog</a>]</p>


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		<title>Il New York Times online parzialmente a pagamento dal 2011</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/01/21/il-new-york-times-online-parzialmente-a-pagamento-dal-2011/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 08:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[The New York Times]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ufficiale: il New York Times ha annunciato che dal 2011 sarà in funzione un sistema di pagamento per i propri articoli online.
Il sistema scelto è simile a quello attualmente adottato dal Financial Times che permette agli internauti di leggere 10 articoli liberamente al giorno e successivamente richiede un&#8217;abbonamento &#8220;flat&#8221; che permette l&#8217;accesso a tutto il sito.
Il sistema individuato, &#8220;Sottolinea il valore di quello che facciamo&#8221; ha dichiarato Bill Keller, direttore esecutivo, &#8220;ovvero giornalismo professionale,  aggressivo e di cui i lettori si fidano: merce sempre più preziosa. Questo ci darà una seconda modalità per sostenere il nostro duro e costoso lavoro.&#8221;
Il [<a href="http://click.logg.it/2010/01/21/il-new-york-times-online-parzialmente-a-pagamento-dal-2011/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ufficiale: il <a title="the new york times" href="http://www.nytimes.com" target="_blank">New York Times</a> ha annunciato che dal 2011 sarà in funzione un sistema di pagamento per i propri articoli online.</p>
<div id="attachment_2136" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-medium wp-image-2136" title="The New York Times" src="http://click.logg.it/files/2010/01/the-new-york-times-obama-election-screenshot-400x272.jpg" alt="The New York Times" width="400" height="272" /><p class="wp-caption-text">The New York Times</p></div>
<p>Il sistema scelto è simile a quello attualmente adottato dal Financial Times che permette agli internauti di leggere 10 articoli liberamente al giorno e successivamente richiede un&#8217;abbonamento &#8220;flat&#8221; che permette l&#8217;accesso a tutto il sito.</p>
<p>Il sistema individuato, &#8220;Sottolinea il valore di quello che facciamo&#8221; ha dichiarato Bill Keller, direttore esecutivo, &#8220;ovvero giornalismo professionale,  aggressivo e di cui i lettori si fidano: merce sempre più preziosa. Questo ci darà una seconda modalità per sostenere il nostro duro e costoso lavoro.&#8221;</p>
<p>Il punto vero però è quanto la richiesta di denaro agli utenti abbatterà i lettori del giornale e di conseguenza le entrate pubblicitarie. Il New York Times è il più grande giornale online negli USA con 17 milioni di lettori al mese e ha già provato due volte questa strada: negli anni &#8216;90 ci fu un sistema per far pagare i lettori d&#8217;oltreoceano, mentre tra il 2005 e il 2007 il servizio TimesSelect faceva pagare l&#8217;accesso per gli editoriali e i commenti.</p>
<p>Il giornale sta studiando i vari metodi di pagamento da oltre un anno: la scelta è caduta su questo sistema perchè così il giornale conta di &#8220;Massimizzare le entrate da entrambi i canali&#8221;, secondo Martin A. Nisenholtz, vice presidente per l&#8217;edizione digitale. Attualmente però non sono noti i numeri, ovvero quanti articoli saranno gratuiti e a quanto ammonterà l&#8217;abbonamento.</p>
<p>Quello che è sicuro è che il giornale non potrà costruire un muro intorno all&#8217;informazione da solo: avrà bisogno sia di distributori (alleanze con sistemi come iTunes, Amazon Kindle, etc.) e di compagni di viaggio tra gli altri giornali.</p>
<p>Insomma, il New York Times ci riproverà, salvo poi stabilire dopo un paio d&#8217;anni che il modello ideale era quello dei broadcaster commerciali (TV, radio) che da sempre offrono contenuti senza farli pagare ai propri telespettatori o ascoltatori.</p>
<p>[Via: <a title="the new york times" href="http://www.nytimes.com/2010/01/21/business/media/21times.html?hp" target="_blank">The New York Times</a>]</p>


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		<title>Google News limiterà l&#8217;accesso agli articoli a pagamento</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 21:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copyright]]></category>
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		<category><![CDATA[Google News]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha annunciato di aver modificato il proprio programma per l&#8217;indicizzazione dei contenuti editoriali a pagamento.
Gli editori che fanno pagare agli utenti l&#8217;accesso a determinati articoli potranno ora scegliere tra due modalità che Google ha individuato come neutrali.
Il programma chiamato Google First Click Free ha consentito fino ad ora al motore di ricerca di indicizzare tutti i contenuti dei giornali: il primo click da Google News è lasciato libero per i lettori che poi trovano la porta abbassata al secondo click effettuato sul sito del giornale.
Da Google News però ciascun click viene però visto come primo click: potenzialmente un lettore può accedere quindi [<a href="http://click.logg.it/2009/12/02/google-news-limitera-laccesso-agli-articoli-a-pagamento/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Google" href="http://Google.com" target="_blank">Google</a> ha annunciato di aver modificato il proprio programma per l&#8217;indicizzazione dei contenuti editoriali a pagamento.</p>
<div id="attachment_1831" class="wp-caption aligncenter" style="width: 398px"><img class="size-medium wp-image-1831" title="Google News" src="http://click.logg.it/files/2009/12/Google-News-388x300.PNG" alt="Google News" width="388" height="300" /><p class="wp-caption-text">Google News</p></div>
<p>Gli editori che fanno pagare agli utenti l&#8217;accesso a determinati articoli potranno ora scegliere tra due modalità che Google ha individuato come neutrali.</p>
<p>Il programma chiamato Google First Click Free ha consentito fino ad ora al motore di ricerca di indicizzare tutti i contenuti dei giornali: il primo click da <a title="google news" href="http://news.google.com" target="_blank">Google News</a> è lasciato libero per i lettori che poi trovano la porta abbassata al secondo click effettuato sul sito del giornale.</p>
<p>Da Google News però ciascun click viene però visto come primo click: potenzialmente un lettore può accedere quindi a tutti i contenuti  a pagamento in maniera indiretta.</p>
<p>Google non voleva però rinunciare alla neutralità dell&#8217;algoritmo, ovvero al fatto che tutto quanto è indicizzato dallo spider sia quello effettivamente disponibile dagli utenti. Il cloaking (mostrare una pagina allo spider e una pagina diversa al lettore) è infatti sgradito dal motore di ricerca.</p>
<p>E allora da oggi i sistemi proposti saranno due: gli editori avranno la possibiità o di restringere l&#8217;accesso giornaliero ai contenuti visibili da Google News dopo la quinta notizia cliccata, oppure potranno creare delle pagine libere che contengono solo un&#8217;anteprima dell&#8217;articolo (per esempio il primo paragrafo), disponibile sia al lettore, sia allo spider, per poi lasciare il contenuto intero a pagamento.</p>
<p>La scelta rimane quindi all&#8217;editore: la differenza sta nell&#8217;indicizzazione, che nel primo caso sarà basata sull&#8217;intero articolo e nel secondo caso solo sull&#8217;antemprima.</p>
<p>La mossa di Google sembra essere una sorta di risposta che arriva dopo la querelle con Murdoch della News Corp. che ha intavolato trattative con Bing per vendere a quest&#8217;ultimo i propri contenuti in esclusiva e arriva anche dopo che alcuni gruppi editoriali come Johnston Press, proprietario di oltre 300 giornali, ha iniziato a proporre alcuni dei propri siti a pagamento.</p>
<p>[Via: <a title="google news blog" href="http://googlenewsblog.blogspot.com/2009/12/update-to-first-click-free.html" target="_blank">Google News Blog</a>, <a title="times online" href="http://business.timesonline.co.uk/tol/business/industry_sectors/technology/article6940501.ece" target="_blank">Times Online</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2009/07/11/gli-editori-contro-gli-aggregatori-di-news-new-york-times-e-murdoch-per-notizie-a-pagamento/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento'>Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2010/02/03/google-news-si-evolve-crea-la-tua-sezione-e-segnala-le-notizie-preferite/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google News si evolve: crea la tua sezione e segnala le notizie preferite'>Google News si evolve: crea la tua sezione e segnala le notizie preferite</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/04/25/maps-news-due-novita-da-google/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Maps &amp; News, due novità da Google'>Maps &amp; News, due novità da Google</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Murdoch vuole allearsi con Microsoft contro Google</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/11/23/murdoch-vuole-allearsi-con-microsoft-contro-google/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo gli strali contro gli aggregatori di notizie e contro Google in particolare, reo secondo Murdoch di rubare click ai propri giornali, sembra che la News corp stia passando al contrattacco, cercando un accordo con Microsoft.
L&#8217;idea è semplice: dare in esclusiva ad un motore di ricerca la possibilità di indicizzare i propri contenuti. Murdoch sarebbe quindi in trattativa con Microsoft per fare in modo che solo Bing indicizzi i contenuti dei giornali del suo l&#8217;impero: dal Sun al Wall Street Journal.
Se la trattativa dovesse andare in porto potrebbe risolvere uno dei problemi degli editori di giornali che non hanno ancora [<a href="http://click.logg.it/2009/11/23/murdoch-vuole-allearsi-con-microsoft-contro-google/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo gli <a title="Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento" href="http://click.logg.it/2009/07/11/gli-editori-contro-gli-aggregatori-di-news-new-york-times-e-murdoch-per-notizie-a-pagamento/">strali contro gli aggregatori</a> di notizie e contro Google in particolare, reo secondo Murdoch di rubare click ai propri giornali, sembra che la News corp stia passando al contrattacco, cercando un accordo con Microsoft.</p>
<div id="attachment_1781" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-medium wp-image-1781" src="http://click.logg.it/files/2009/11/News-Corp-Logo-400x235.jpg" alt="News Corporation" width="400" height="235" /><p class="wp-caption-text">News Corporation</p></div>
<p>L&#8217;idea è semplice: dare in esclusiva ad un motore di ricerca la possibilità di indicizzare i propri contenuti. Murdoch sarebbe quindi in trattativa con Microsoft per fare in modo che solo Bing indicizzi i contenuti dei giornali del suo l&#8217;impero: dal Sun al Wall Street Journal.</p>
<p>Se la trattativa dovesse andare in porto potrebbe risolvere uno dei problemi degli editori di giornali che non hanno ancora trovato il modo di sostituire i ricavi persi con vendite e pubblicità in calo.</p>
<p>Secondo il Financial Times l&#8217;ipotesi di accordo si gioca tutta sulla volontà di Bing di recuperare il terreno che lo separa da Google: avere i contenuti della News corp. potrebbe essere un nuovo tassello per differenziarsi dal rivale e guadagnare utenti.</p>
<p>L&#8217;ipotesi non è però giudicata fattibile dagli analisti che commentano: se i motori di ricerca dovessero pagare per tutti i contenuti che indizizzano non potrebbero sopravvivere.</p>
<p>Da parte da Google si tende a minimizzare. Matt Brittin, direttore della  filiale britannica ha dichiarato: &#8220;Dal punto di vista economico non è la voce principale dei nostri ricavi&#8221;.</p>
<p>James Murdoch, direttore delle filiali europea e asiatica ha dichiarato invece che &#8220;la compagnia sta facendo progressi con l&#8217;online e che internet è come un grande mercato su cui sarà possibile vendere tutti i loro contenuti giornalistici&#8221;.</p>
<p>Se l&#8217;accordo dovesse andare in porto diventerebbe una pietra miliare nei rapporti tra giornali e motori di ricerca, oltre al fatto di determinare per questi ultimi la fine dell&#8217;universalità, ovvero l&#8217;impossibilità di cercare tutto il cercabile.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="cnn international" href="http://edition.cnn.com/2009/BUSINESS/11/22/microsoft.news.google.ft/" target="_blank">CNN international</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2009/07/11/gli-editori-contro-gli-aggregatori-di-news-new-york-times-e-murdoch-per-notizie-a-pagamento/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento'>Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/09/10/google-ibm-oracle-microsoft-al-lavoro-su-piattaforme-per-micropagamenti-per-i-giornali-online/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google, IBM, Oracle, Microsoft al lavoro su piattaforme per micropagamenti per i giornali online'>Google, IBM, Oracle, Microsoft al lavoro su piattaforme per micropagamenti per i giornali online</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/12/02/google-news-limitera-laccesso-agli-articoli-a-pagamento/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google News limiterà l&#8217;accesso agli articoli a pagamento'>Google News limiterà l&#8217;accesso agli articoli a pagamento</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Google fast flip: come leggere i giornali online in maniera visuale</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/09/20/google-fast-flip-come-leggere-i-giornali-online-in-maniera-visuale/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 17:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[fast flip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://click.logg.it/?p=1424</guid>
		<description><![CDATA[Google ha rilasciato fast flip, una nuova interfaccia molto interessante per leggere quotidiani e periodici online.
Si tratta di un prodotto di Google Labs, ma è perfettamente funzionante: l&#8217;idea è quella di visualizzare le pagine dei giornali su una barra scorrevole in modo da poterli consultare come se si stessero sfogliando. La consultazione diventa così naturale e veloce, senza contare i tempi di caricamento veramente bassi.
Naturalmente è incorporata la funzione di ricerca in modo da poter visualizzare gruppi di pagine interessanti. In più è possibile segnalare le notizie interessanti agli amici e il sistema col tempo ci segnala gli articoli consigliati ricavati [<a href="http://click.logg.it/2009/09/20/google-fast-flip-come-leggere-i-giornali-online-in-maniera-visuale/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="google" href="http://google.com" target="_blank">Google</a> ha rilasciato <a title="google fast flip" href="http://fastflip.googlelabs.com/" target="_blank">fast flip</a>, una nuova interfaccia molto interessante per leggere quotidiani e periodici online.</p>
<div id="attachment_1427" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-medium wp-image-1427" src="http://click.logg.it/files/2009/09/Google-Fast-Flip-Small-400x233.jpg" alt="Google Fast Flip" width="400" height="233" /><p class="wp-caption-text">Google Fast Flip</p></div>
<p>Si tratta di un prodotto di Google Labs, ma è perfettamente funzionante: l&#8217;idea è quella di visualizzare le pagine dei giornali su una barra scorrevole in modo da poterli consultare come se si stessero sfogliando. La consultazione diventa così naturale e veloce, senza contare i tempi di caricamento veramente bassi.</p>
<p>Naturalmente è incorporata la funzione di ricerca in modo da poter visualizzare gruppi di pagine interessanti. In più è possibile segnalare le notizie interessanti agli amici e il sistema col tempo ci segnala gli articoli consigliati ricavati dalle nostre scelte precedenti.</p>
<p>E&#8217; insomma un modo per sfogliare velocemente e in maniera naturale i giornali, con in più raccomandazioni e suggerimenti. Esiste anche una versione <a title="google fast flip mobile" href="http://fastflip.googlelabs.com/mobile" target="_blank">mobile</a> di fast flip per Android e iPhone che utilizza lo scorrimento tattile e risulta ancora più naturale.</p>
<p>L&#8217;unica pecca è che il servizio è disponibile per ora solo in inglese: Google ha infatti siglato accordi con poco più di 30 editori, ad esempio  the New York Times, the Atlantic, the Washington Post, Salon, Fast Company, ProPublica e Newsweek. L&#8217;idea è quella di condividere i proventi della pubblicità contestualizzata, dando &#8220;una mano&#8221; all&#8217;editoria in crisi.</p>
<p>[Via: <a title="google official blog" href="http://googleblog.blogspot.com/2009/09/read-news-fast-with-google-fast-flip.html" target="_blank">Google Official Blog</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2010/03/12/google-reader-play-il-meglio-dei-feed-in-modo-visuale/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google Reader Play: il meglio dei feed in modo visuale'>Google Reader Play: il meglio dei feed in modo visuale</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/09/10/google-ibm-oracle-microsoft-al-lavoro-su-piattaforme-per-micropagamenti-per-i-giornali-online/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google, IBM, Oracle, Microsoft al lavoro su piattaforme per micropagamenti per i giornali online'>Google, IBM, Oracle, Microsoft al lavoro su piattaforme per micropagamenti per i giornali online</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/03/10/web-e-giornali-google-chiude-il-network-yahoo-lo-aumenta/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Web e giornali: Google chiude il network, Yahoo! lo aumenta'>Web e giornali: Google chiude il network, Yahoo! lo aumenta</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Google, IBM, Oracle, Microsoft al lavoro su piattaforme per micropagamenti per i giornali online</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 18:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Applicazioni web]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Micropagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Checkout]]></category>

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		<description><![CDATA[La NAA, associazione dei giornali statunitensi ha chiesto ai big dell&#8217;industria del software, Google, IBM, Oracle, Microsoft, di lavorare ad una soluzione al problema dei micropagamenti.
La notizia è trapelata da un documento di Google che risponde alle sollecitazioni della NAA e riassume il lavoro svolto fino ad ora. Il documento di Google propone allora una piattaforma di micropagamenti con due punti fissi: Google Checkout e Apple iTunes.
In sostanza la grande G ritiene di riuscire a sviluppare entro il 2010 la piattaforma basata sul già esistente Checkout per facilitare la transazione di piccole somme di denaro a fronte dell&#8217;accesso a contenuti &#8220;premium&#8221; degli [<a href="http://click.logg.it/2009/09/10/google-ibm-oracle-microsoft-al-lavoro-su-piattaforme-per-micropagamenti-per-i-giornali-online/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a title="naa" href="http://www.naa.org/" target="_blank">NAA</a>, associazione dei giornali statunitensi ha chiesto ai big dell&#8217;industria del software, <a title="google" href="http://google.com" target="_blank">Google</a>, IBM, Oracle, Microsoft, di lavorare ad una soluzione al problema dei micropagamenti.</p>
<div id="attachment_1371" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-1371" src="http://click.logg.it/files/2009/09/google_checkout_logo.jpg" alt="Google Checkout" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Google Checkout</p></div>
<p>La notizia è trapelata da un documento di Google che risponde alle sollecitazioni della NAA e riassume il lavoro svolto fino ad ora. Il documento di Google propone allora una piattaforma di micropagamenti con due punti fissi: <a title="google checkout" href="http://checkout.google.com" target="_blank">Google Checkout</a> e Apple iTunes.</p>
<p>In sostanza la grande G ritiene di riuscire a sviluppare entro il 2010 la piattaforma basata sul già esistente Checkout per facilitare la transazione di piccole somme di denaro a fronte dell&#8217;accesso a contenuti &#8220;premium&#8221; degli editori (testi, foto, video) .</p>
<p>Il modello è però quello di iTunes: ovvero una suddivisione dei guadagni tra editore e chi mette l&#8217;infrastruttura a fronte della &#8220;facilitazione&#8221; offerta per la transazione. Anche se Google si è detta pronta a discutere con gli editori che rimarranno i proprietari dei contenuti.</p>
<p>Quello che più ha colpito però è la filosofia dietro alla mossa della grande G: &#8220;Siamo convinti che un web più aperto possa tornare utile sia agli utenti che agli editori. Ad ogni modo &#8216;aperto&#8217; non vuol dire &#8216;gratuito&#8217;. Crediamo che i contenuti online possono prosperare solo con il supporto di diversi modelli di business &#8211; incluso quello delle sottoscrizioni a pagamento&#8221;. </p>
<p>Il colosso sembra essere in controtendenza rispetto all&#8217;avventura di Google News con la quale è accusato praticamente da qualsiasi parte del mondo di fare concorrenza sleale proprio ai giornali. E questo sembra quasi un tentativo di &#8220;recuperare&#8221; rispetto agli editori.</p>
<p>Dal punto di vista generale è chiaro che le piattaforme arriveranno. Bisogna vedere come verranno utilizzate dagli editori: se si tratterà di costruire un sistema misto di ricavi pubblicità-micropagamenti (per contenuti premium) la cosa ha delle possibilità di funzionare, se si vorrà puntare sul &#8220;tutto a pagamento&#8221; sarà un gran fallimento. Staremo a vedere.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="nieman journalism lab" href="http://www.niemanlab.org/2009/09/google-developing-a-micropayment-platform-and-pitching-newspapers-open-need-not-mean-free/" target="_blank">NiemanJournalismLab</a>]</p>


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		<title>Wikipedia lancerà un lettore video integrato</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/07/21/wikipedia-lancera-un-lettore-video-integrato/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 22:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Wiki]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli utenti di Wikipedia potranno presto utilizzare nuovi strumenti per caricare, modificare e riprodurre file video.
La notizia è arrivata da un&#8217;intervista di Beet.TV a Erik Moller, vicedirettore di Wikipedia.  In effetti la famosa enciclopedia online sta lavorando ormai da anni su questo tema e sui paralleli servizi per le immagini.
Il punto vero però è su quale codec si indirizzerà Wikipedia: la previsione di Moller va sul formato Theora (ogg) che è open source e che può funzionare in maniera nativa (senza bisogno di plug-in) su Firefox 3.1 e presto anche su Chrome e Opera.
La scelta è verosimile: già oggi su [<a href="http://click.logg.it/2009/07/21/wikipedia-lancera-un-lettore-video-integrato/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli utenti di <a title="wikipedia" href="http://wikipedia.org" target="_blank">Wikipedia</a> potranno presto utilizzare nuovi strumenti per caricare, modificare e riprodurre file video.</p>
<div id="attachment_105" class="wp-caption aligncenter" style="width: 145px"><img class="size-full wp-image-105" src="http://click.logg.it/files/2009/01/wikipedia-logo-it.png" alt="Wikipedia" width="135" height="155" /><p class="wp-caption-text">Wikipedia</p></div>
<p>La notizia è arrivata da un&#8217;<a title="beet.tv" href="http://www.beet.tv/2009/07/video-on-wikipedia-get-ready-its-about-to-happen.html" target="_blank">intervista di Beet.TV a Erik Moller</a>, vicedirettore di Wikipedia.  In effetti la famosa enciclopedia online sta lavorando ormai da anni su questo tema e sui paralleli servizi per le immagini.</p>
<p>Il punto vero però è su quale codec si indirizzerà Wikipedia: la previsione di Moller va sul formato Theora (ogg) che è open source e che può funzionare in maniera nativa (senza bisogno di plug-in) su Firefox 3.1 e presto anche su Chrome e Opera.</p>
<p>La scelta è verosimile: già oggi su wiki sono riproducibili file audio ogg (Vorbis) e video ogv (Theora). Il punto è che questa scelta, fatta da uno dei maggiori siti web influenzerà senz&#8217;altro l&#8217;evoluzione degli standard su internet. Tanto per essere chiari Apple e Google hanno fino ad ora puntato sul codec H.264, l&#8217;uno implementandolo in tutti i propri hardware e software, l&#8217;altro convertendo i video di YouTube a questo formato. Un ritorno di questi produttori sul formato Theora sembra difficile. D&#8217;altra parte ogg permette scaricamenti, manipolazioni e ricaricamenti senza il pagamento di diritti: cosa che lo rende particolarmente appetibile agli occhi di chi ha fatto un credo delle licenze libere.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="cnet news" href="http://news.cnet.com/8301-27076_3-10289952-248.html?part=rss&amp;tag=feed&amp;subj=Webware" target="_blank">cnet news</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2009/07/07/wikipedia-mobile-esce-dalla-beta/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Wikipedia mobile esce dalla beta'>Wikipedia mobile esce dalla beta</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/06/29/i-pirati-stanno-lavorando-a-the-video-bay/' rel='bookmark' title='Permanent Link: I pirati stanno lavorando a &#8220;The video bay&#8221;'>I pirati stanno lavorando a &#8220;The video bay&#8221;</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/01/29/wikipedia-potrebbe-introdurre-restrizioni-alla-modifica/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Wikipedia potrebbe introdurre restrizioni alla modifica'>Wikipedia potrebbe introdurre restrizioni alla modifica</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/07/11/gli-editori-contro-gli-aggregatori-di-news-new-york-times-e-murdoch-per-notizie-a-pagamento/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 17:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Aggregatori]]></category>
		<category><![CDATA[Editori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo della notizie online torna a ribollire dopo alcune mosse di editori.
Il primo ad aprire le danze è stato Rupert Murdoch in maggio secondo cui il giornali online dovrebbero far pagare i propri contenuti e il News corp. sta pensando di passare a questo modello entro un anno, basandosi sul lavoro del Wall Street Journal, che già da tempo funziona con abbonamento.
L&#8217;altra notizia è di queste ore: il New York Times starebbe pensando di andare verso un modello di abbonamento a 5 $ al mese: con un sondaggio sta cercando di capire cosa ne pensano i suoi lettori. Il giornale [<a href="http://click.logg.it/2009/07/11/gli-editori-contro-gli-aggregatori-di-news-new-york-times-e-murdoch-per-notizie-a-pagamento/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo della notizie online torna a ribollire dopo alcune mosse di editori.</p>
<p>Il primo ad aprire le danze è stato Rupert Murdoch in maggio secondo cui il giornali online dovrebbero far pagare i propri contenuti e il News corp. sta pensando di passare a questo modello entro un anno, basandosi sul lavoro del Wall Street Journal, che già da tempo funziona con abbonamento.</p>
<p>L&#8217;altra notizia è di queste ore: il New York Times starebbe pensando di andare verso un modello di abbonamento a 5 $ al mese: con un sondaggio sta cercando di capire cosa ne pensano i suoi lettori. Il giornale aveva già provato questa strada nel 2005, ma era stata abbandonata nel 2007 a causa degli scarsi introiti.</p>
<div id="attachment_1164" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1164" src="http://click.logg.it/files/2009/07/online-news-300x199.jpg" alt="Online News" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Online News</p></div>
<p>Intanto gli editori dei giornali si scagliano contro gli aggregatori: in aprile il Wall Street Journal aveva bollato Google come un &#8220;parassita di internet&#8221;, a causa del suo aggregatore di notizie che fa profitti con il lavoro di altri.</p>
<p>In maggio l&#8217;Associazione europea degli editori di quotidiani (<a title="ENPA" href="http://www.enpa.be/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=199&amp;Itemid=31" target="_blank">ENPA</a>) si è scagliata contro gli aggregatori. L&#8217;associazione che riunisce 5.200 giornali ritiene che ciascuno di essi debba poter decidere quali informazioni possano essere indicizzate dagli aggregatori e in ogni caso la decisione di aprire alla pubblicità su Google News &#8220;pone degli ostacoli sulla strada dell&#8217;accordo tra Google e gli editori su regole condivise&#8221;. E&#8217;  degli ultimi giorni invece una lettera al commissario europeo Viviane Reding sugli stessi toni: la popolarità degli aggregatori vanifica gli sforzi degli editori per trovare canali di distribuzione online e minaccia la sopravvivenza del giornalismo indipendente.</p>
<p>Se un accordo tra i grandi aggregatori (Google, Yahoo) e gli editori appare naturale, siamo più scettici sulla questione delle news a pagamento. La pensiamo esattamente come Layla Pavone presidente dello IAB Italia su <a title="layla pavone" href="http://www.corriere.it/economia/09_luglio_09/iab_pubblicita_layla_pavone_editoria_marco_pratellesi_94c8a6c4-6cbd-11de-864b-00144f02aabc.shtml" target="_blank"> Corriere.it</a>: &#8220;è troppo tardi per fare pagare le notizie agli utenti&#8221;.</p>
<p>Approfondimenti: <a title="guardian" href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=13&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.guardian.co.uk%2Fmedia%2F2009%2Fmay%2F07%2Frupert-murdoch-charging-websites&amp;ei=3MpYSua7M5fAmgOaoajdCQ&amp;usg=AFQjCNFz1JF27XuqpvZ_TZcqrRPk1KLTBg&amp;sig2=28yGbvJ2PBEXgN_qo38UMg" target="_blank">Guardian</a>, <a title="bloomberg" href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&amp;sid=a8GofbbtFf8w" target="_blank">Bloomberg</a>, <a title="the independent" href="http://www.independent.co.uk/news/media/online/google-slammed-as-parasites-of-the-internet-1664748.html" target="_blank">The Independent</a>, <a title="editors weblog" href="http://www.editorsweblog.org/newspaper/2009/05/european_newspaper_publishers_associatio.php" target="_blank">editors weblog</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2009/11/23/murdoch-vuole-allearsi-con-microsoft-contro-google/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Murdoch vuole allearsi con Microsoft contro Google'>Murdoch vuole allearsi con Microsoft contro Google</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2010/01/21/il-new-york-times-online-parzialmente-a-pagamento-dal-2011/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il New York Times online parzialmente a pagamento dal 2011'>Il New York Times online parzialmente a pagamento dal 2011</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/12/02/google-news-limitera-laccesso-agli-articoli-a-pagamento/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google News limiterà l&#8217;accesso agli articoli a pagamento'>Google News limiterà l&#8217;accesso agli articoli a pagamento</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://click.logg.it/2009/07/11/gli-editori-contro-gli-aggregatori-di-news-new-york-times-e-murdoch-per-notizie-a-pagamento/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Wikipedia mobile esce dalla beta</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/07/07/wikipedia-mobile-esce-dalla-beta/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 18:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile web]]></category>
		<category><![CDATA[Wiki]]></category>
		<category><![CDATA[Wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo 6 mesi di lavoro sulle versioni alpha e beta è finalmente disponibile la versione definitiva di Wikipedia mobile, corredata di un server tutto nuovo su cui girare.
Il sito supporta per il momento iPhone, Kindle, Android e Palm Pre: contatti sono stati avviati con Microsoft per Windows Mobile ma senza successo (per ora). Sono disponibili le versioni inglese e tedesca, ma le altre arriveranno velocemente secondo il capo sviluppatore di Wiki.
Gli accessi dai dispositivi supportati saranno ridirezionati automaticamente alla versione mobile, che può essere disabilitata grazie ad un cookie: calcolano che il 99% dei visitatori gradirà la prima opzione.
 I primi feedback pare [<a href="http://click.logg.it/2009/07/07/wikipedia-mobile-esce-dalla-beta/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 6 mesi di lavoro sulle versioni alpha e beta è finalmente disponibile la versione definitiva di <a title="wikipedia mobile" href="http://m.wikipedia.org" target="_blank">Wikipedia mobile</a>, corredata di un server tutto nuovo su cui girare.</p>
<div id="attachment_1133" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-1133" src="http://click.logg.it/files/2009/07/wikipedia-mobile-200x300.png" alt="Wikipedia mobile" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Wikipedia mobile</p></div>
<p>Il sito supporta per il momento iPhone, Kindle, Android e Palm Pre: contatti sono stati avviati con Microsoft per Windows Mobile ma senza successo (per ora). Sono disponibili le versioni inglese e tedesca, ma le altre arriveranno velocemente secondo il capo sviluppatore di Wiki.</p>
<p>Gli accessi dai dispositivi supportati saranno ridirezionati automaticamente alla versione mobile, che può essere disabilitata grazie ad un cookie: calcolano che il 99% dei visitatori gradirà la prima opzione.</p>
<p> I primi feedback pare che siano estremamente positivi: voi che ne pensate?</p>
<p>[Via: <a title="wikipedia technical blog" href="http://techblog.wikimedia.org/2009/06/wikimedia-mobile-launch/" target="_blank">Wikimedia Technical Blog</a>]</p>


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		<title>Giornali online a pagamento? Non proprio&#8230;</title>
		<link>http://click.logg.it/2009/05/18/giornali-online-a-pagamento-non-proprio/</link>
		<comments>http://click.logg.it/2009/05/18/giornali-online-a-pagamento-non-proprio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 15:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli analisti si esercitano in questo periodo sui metodi che le edizioni online dei quotidiani potranno escogitare per incrementare le entrate dopo l&#8217;annuncio di Robert Murdoch di voler rendere i siti dei propri quotidiani a pagamento.
La tesi più interessante è quella di Eric Pfanner sul New York Times che sostiene come erigere &#8220;muri&#8221; come il pagamento obbligatorio per accedere alle news non salverà certo i giornali online.
Se esaminiamo i tentativi di far pagare i contenuti ai lettori nella storia di Internet dobbiamo concludere che sono tutti falliti miseramente (anche per giornali con ottima tiratura) e in alcuni casi hanno aiutato [<a href="http://click.logg.it/2009/05/18/giornali-online-a-pagamento-non-proprio/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli analisti si esercitano in questo periodo sui metodi che le edizioni online dei quotidiani potranno escogitare per incrementare le entrate dopo l&#8217;annuncio di Robert Murdoch di voler rendere i siti dei propri quotidiani a pagamento.</p>
<div id="attachment_851" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://click.logg.it/files/2009/05/news-online.jpg"><img class="corners iradiae1001 iradius16 iborder1 icolorc3c6c7" src="http://click.logg.it/files/2009/05/news-online-300x166.jpg" alt="news online" width="300" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">news online</p></div>
<p>La tesi più interessante è quella di Eric Pfanner sul <a title="New York Times" href="http://www.nytimes.com/2009/05/18/business/media/18iht-cache18.html?_r=1&amp;scp=1&amp;sq=eric%20pfanner%20how%20to%20get%20payment&amp;st=cse" target="_blank">New York Times</a> che sostiene come erigere &#8220;muri&#8221; come il pagamento obbligatorio per accedere alle news non salverà certo i giornali online.</p>
<p>Se esaminiamo i tentativi di far pagare i contenuti ai lettori nella storia di Internet dobbiamo concludere che sono tutti falliti miseramente (anche per giornali con ottima tiratura) e in alcuni casi hanno aiutato il principale concorrente a guadagnare lettori.</p>
<p>Gli unici che sono riusciti nell&#8217;intento sono il Wall Street Journal che dal 1996 raccoglie un nutrito gruppo di abbonati e recentemente il Financial Times che ha &#8220;fatto il salto&#8221; nel 2002: si tratta però esclusivamente di informazioni professionali, di nicchia rispetto ai giornali generalisti.</p>
<p>Eliminando la retorica del &#8220;su internet deve essere tutto gratis&#8221;, troviamo che il modello di business dei siti di informazione non si distingue da quello delle TV commerciali, delle radio commerciali e dei giornali &#8220;free press&#8221; (appunto) distribuiti gratuitamente.</p>
<p>D&#8217;altra parte secondo Pfanner solo pochi giornali sono arrivati ad abbattere il muro del 10% dei ricavi generati dalla parte online, con i costi che sono invece crescenti e la pubblicità online in calo (ma che sarà la prima a tornare a crescere nel prossimo futuro).</p>
<p>Andrew Edgecliffe-Johnson del <a title="Financial Times" href="http://www.ft.com/cms/s/0/d0960f18-4303-11de-b793-00144feabdc0.html" target="_blank">Financial Times</a> cita una ricerca New Media Age che sostiene come il 77% dei lettori di notizie online non pagherebbero per leggere le stesse notizie che comunque potrebbero trovare gratis online da altri fornitori.</p>
<p>Le soluzione prospettate sembrano essere quindi poche:</p>
<p>1. muoversi verso una formula mista: in cui alcuni contenuti siano liberi ed altri a pagamento, ovvero quelli premium, specializzati, di nicchia (notizie finanziarie, sportive, etc.).</p>
<p>2. vendere i contenuti abbinati a tecnologie &#8220;sexy&#8221;: il successo della musica su iPod e dell&#8217;App Store per iPhone fa pensare che  se abbinati a tecnologie che fanno tendenza (vedi anche l&#8217;esempio di Amazon Kindle) possano essere venduti a pagamento anche i contenuti informativi.</p>
<p>3. pensare ad una differente distribuzione dei ricavi: la recente tendenza dell&#8217;industria musicale, dopo aver capito di non riuscire a contrastare lo scambio ilegale con il p2p, è quella di proporre abbonamenti a tempo per dare accesso a interi cataloghi musicali. Lo stesso approccio potrebbe essere preso per le news online che potrebbero accordarsi con i provider e garantire a questi clienti l&#8217;accesso gratis ai propri cataloghi (magari insieme a servizi di altri partner come social network etc.) in cambio di una quota dell&#8217;abbonamento alla banda larga.</p>
<p>L&#8217;ultima soluzione sembra la più radicale e potrebbe cambiare rivoluzionare la rete come la conosciamo oggi, segmentandola a seconda del provider a cui gli utenti sono abbonati: voi che ne pensate?</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="New York Times" href="http://www.nytimes.com/2009/05/18/business/media/18iht-cache18.html?_r=1&amp;scp=1&amp;sq=eric%20pfanner%20how%20to%20get%20payment&amp;st=cse" target="_blank">New York Times</a> e <a title="Financial Times" href="http://www.ft.com/cms/s/0/d0960f18-4303-11de-b793-00144feabdc0.html" target="_blank">Financial Times</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://click.logg.it/2010/01/21/il-new-york-times-online-parzialmente-a-pagamento-dal-2011/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il New York Times online parzialmente a pagamento dal 2011'>Il New York Times online parzialmente a pagamento dal 2011</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/12/02/google-news-limitera-laccesso-agli-articoli-a-pagamento/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google News limiterà l&#8217;accesso agli articoli a pagamento'>Google News limiterà l&#8217;accesso agli articoli a pagamento</a></li><li><a href='http://click.logg.it/2009/07/11/gli-editori-contro-gli-aggregatori-di-news-new-york-times-e-murdoch-per-notizie-a-pagamento/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento'>Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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