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	<title>click.logg&#187; &#187; Informazione</title>
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	<description>&#124; Tutte le news e i trucchi dal mondo del web e del software</description>
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		<title>L&#8217;Islanda diventa un santuario della libertà d&#8217;espressione</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/07/28/lislanda-diventa-un-santuari-della-liberta-despressione/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 22:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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		<category><![CDATA[Islanda]]></category>

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		<description><![CDATA[La legge ha poco più di un mese, ma ha già fatto discutere mezzo mondo: il Parlamento ha definitivamente licenziato la normativa che assicura una grande libertà d&#8217;espressione.
In particolare si tratta della maggiore protezione esistente al mondo per la libertà d&#8217;espressione e il giornalismo, cosa che fa dell&#8217;Islanda un vero paradiso per il giornalismo investigativo.
In realtà la risoluzione, intitolata &#8220;Icelandic Modern Media Iniziative&#8221;, ha impegnato il governo a redigere dei regolamenti per cambiare la normativa finlandese (14 leggi, tempo previsto: 1 anno).
La spinta della deputata Birgitte Jonsdottir è stata quella di rendere trasparente il rapporto tra il governo e la [<a href="http://click.logg.it/2010/07/28/lislanda-diventa-un-santuari-della-liberta-despressione/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>La legge ha poco più di un mese, ma ha già fatto discutere mezzo mondo: il Parlamento ha definitivamente licenziato la normativa che assicura una grande libertà d&#8217;espressione.</p>
<div id="attachment_3705" class="wp-caption alignnone" style="width: 351px"><a rel="attachment wp-att-3705" href="http://click.logg.it/2010/07/28/lislanda-diventa-un-santuari-della-liberta-despressione/islanda/"><img class="size-full wp-image-3705" title="Islanda" src="http://click.logg.it/files/2010/07/islanda.jpg" alt="Islanda" width="341" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Islanda</p></div>
<p>In particolare si tratta della maggiore protezione esistente al mondo per la libertà d&#8217;espressione e il giornalismo, cosa che fa dell&#8217;Islanda un vero paradiso per il giornalismo investigativo.</p>
<p>In realtà la risoluzione, intitolata &#8220;Icelandic Modern Media Iniziative&#8221;, ha impegnato il governo a redigere dei regolamenti per cambiare la normativa finlandese (14 leggi, tempo previsto: 1 anno).</p>
<p>La spinta della deputata Birgitte Jonsdottir è stata quella di rendere trasparente il rapporto tra il governo e la pubblica opinione: nel 2008 degli scandali delle banche (poi fallite), sono stati infatti i giornalisti stranieri a scovare la maggior parte della corruzione nell&#8217;isola.</p>
<p>L&#8217;effetto collaterale sarà però quello di diventare una specie di bunker per le notizie rubate, purchè siano di pubblico interesse. In questi casi infatti la magistratura dell&#8217;isola non potrà impedire la pubblicazione di documenti, tentare di scoprire la gola profonda o attuare condanne comminate da tribunali esteri in base a leggi contrarie alle norme islandesi. Inoltre chi dovesse subire una causa da parte di una corte straniera a per una notizia pubblicata, sarà autorizzato a rispondere con una contro-citazione davanti ad una corte dell&#8217;isola, dichiarandosi vittima di una minaccia alla libertà d&#8217;espressione.</p>
<p>La situazione potrebbe però ancora essere modificata: il governo potrebbe cedere alle pressioni dei governi occidentali che in questi 10 anni hanno cercato di limitare la libertà d&#8217;espressione, quasi sempre con la scusa del terrorismo.</p>
<p>Ma se tutto andrà bene l&#8217;isola diventerà una specie di enorme web farm dove saranno ospitati i server delle testate vorranno essere sicure di non essere chiuse dai propri governi: basti pensare a WikiLeaks. Il pericolo è che si dia ospitalità anche a diffamatori, millantatori, specialisti della disinformazione.</p>
<p>Staremo a vedere come andrà a finire.</p>
<p>[Via: <a title="first amendment center" href="http://www.firstamendmentcenter.org/news.aspx?id=23070" target="_blank">First Amendment Center</a>]</p>


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		<title>Tutti pazzi per Flipboard, il primo &#8220;giornale sociale&#8221;</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/07/27/tutti-pazzi-per-flipboard-il-primo-giornale-sociale/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 22:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Flipboard]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>

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		<description><![CDATA[Flipboard, autodefinitosi &#8220;il primo giornale sociale del mondo&#8221;, è disponibile gratuitamente da pochi giorni per iPad e già tutti ne vanno matti.
L&#8217;applicazione connette l&#8217;utente con Facebook e Twitter (principalmente), poi utilizza le informazioni trovate, oltre alle fonti giornalstiche più popolari (che si possono impostare), per costruire un magazine con un&#8217;interfaccia famigliare, stile periodico.
Flipboard  è semplice da sfogliare con il gesto di un dito: tutto quello che è condiviso su Facevook diventa un nuovo articolo, mentre foto e video riempiono lo spazio loro dedicato.
L&#8217;applicazione insomma è una rivista fluida, non periodica, costruita sul momento grazie alle preferenze dell&#8217;utente, implicite nel suo comportamento sui social [<a href="http://click.logg.it/2010/07/27/tutti-pazzi-per-flipboard-il-primo-giornale-sociale/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Flipboard" href="http://Flipboard.com" target="_blank">Flipboard</a>, autodefinitosi &#8220;il primo giornale sociale del mondo&#8221;, è disponibile gratuitamente da pochi giorni per iPad e già tutti ne vanno matti.</p>
<div id="attachment_3694" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-3694" href="http://click.logg.it/2010/07/27/tutti-pazzi-per-flipboard-il-primo-giornale-sociale/flipboard-summary/"><img class="size-medium wp-image-3694" title="Il sommario generato da Flipboard" src="http://click.logg.it/files/2010/07/flipboard-summary-400x300.jpg" alt="Il sommario generato da Flipboard" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il sommario generato da Flipboard</p></div>
<p>L&#8217;applicazione connette l&#8217;utente con Facebook e Twitter (principalmente), poi utilizza le informazioni trovate, oltre alle fonti giornalstiche più popolari (che si possono impostare), per costruire un magazine con un&#8217;interfaccia famigliare, stile periodico.</p>
<p>Flipboard  è semplice da sfogliare con il gesto di un dito: tutto quello che è condiviso su Facevook diventa un nuovo articolo, mentre foto e video riempiono lo spazio loro dedicato.</p>
<p>L&#8217;applicazione insomma è una rivista fluida, non periodica, costruita sul momento grazie alle preferenze dell&#8217;utente, implicite nel suo comportamento sui social network.</p>
<p>La rivista creata ha una copertina mutevole e un sommario personalizzabile, in modo che l&#8217;utente possa scegliere i temi più interessanti. Una volta scelto un articolo vedremo a lato i post Twitter relativi all&#8217;argomento e potremo leggere i primi due paragrafi, mentre per leggerlo tutto l&#8217;app rimanda alla pagina della fonte.</p>
<div id="attachment_3695" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-3695" href="http://click.logg.it/2010/07/27/tutti-pazzi-per-flipboard-il-primo-giornale-sociale/flipboard-facebook/"><img class="size-medium wp-image-3695" title="Pagina Flipboard generata da Facebook" src="http://click.logg.it/files/2010/07/flipboard-facebook-400x300.jpg" alt="Pagina Flipboard generata da Facebook" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Pagina Flipboard generata da Facebook</p></div>
<p>Questa limitazione, insieme all&#8217;impossibilità di aggiungere i propri feed, non ha però impedito il successo dell&#8217;applicazione che ha addirittura avuto problemi di funzionamento a causa delle troppe richieste inviate ai server di Flipboard.</p>
<p>[Via: <a title="mashable" href="http://mashable.com/2010/07/21/flipboard/" target="_blank">Mashable</a>]</p>


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		<title>Google vuole diventare l&#8217;iTunes del web: farà l&#8217;intermediario per il pagamento di news, musica, libri online</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/06/25/google-vuole-fare-litunes-del-web-fara-lintermediario-per-il-pagamento-di-news-e-musica/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 07:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google lancia una sfida diretta ad iTunes e si prepara ad entrare nel mercato della distribuzione di notizie e musica a pagamento.
Un&#8217;esclusiva di Repubblica ha portato alla luce la piattaforma Newspass, attraverso la quale il gigante di Mountain View si propone come infrastruttura per l&#8217;intermediazione tra i lettori e gli editori.
L&#8217;idea è quella di proporre in seguito al risultato di una ricerca un pulsante &#8220;paga&#8221; sulla falsariga del &#8220;like&#8221; di Facebook: sarà quindi possibile pagare notizie per un importo anche piccolissimo e comperare anche solo un articolo o un contenuto multimediale (foto, audio, video), grazie al collegamento con la carta di [<a href="http://click.logg.it/2010/06/25/google-vuole-fare-litunes-del-web-fara-lintermediario-per-il-pagamento-di-news-e-musica/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Google" href="http://Google.com" target="_blank">Google</a> lancia una sfida diretta ad iTunes e si prepara ad entrare nel mercato della distribuzione di notizie e musica a pagamento.</p>
<div id="attachment_3412" class="wp-caption alignnone" style="width: 285px"><a rel="attachment wp-att-3412" href="http://click.logg.it/2010/06/25/google-vuole-fare-litunes-del-web-fara-lintermediario-per-il-pagamento-di-news-e-musica/google-logo/"><img class="size-full wp-image-3412" title="Google" src="http://click.logg.it/files/2010/06/Google-Logo.png" alt="Google" width="275" height="95" /></a><p class="wp-caption-text">Google</p></div>
<p>Un&#8217;esclusiva di Repubblica ha portato alla luce la piattaforma Newspass, attraverso la quale il gigante di Mountain View si propone come infrastruttura per l&#8217;intermediazione tra i lettori e gli editori.</p>
<p>L&#8217;idea è quella di proporre in seguito al risultato di una ricerca un pulsante &#8220;paga&#8221; sulla falsariga del &#8220;like&#8221; di Facebook: sarà quindi possibile pagare notizie per un importo anche piccolissimo e comperare anche solo un articolo o un contenuto multimediale (foto, audio, video), grazie al collegamento con la carta di credito già impostato in precedenza, proprio come succede su iTunes.</p>
<p>La piattaforma dovrebbe avere come punto fermo il servizio già attivo <a title="google checkout" href="http://checkout.google.com" target="_blank">Google Checkout</a>, come già era <a title="Google, IBM, Oracle, Microsoft al lavoro su piattaforme per micropagamenti per i giornali online" href="http://click.logg.it/2009/09/10/google-ibm-oracle-microsoft-al-lavoro-su-piattaforme-per-micropagamenti-per-i-giornali-online/">emerso a settembre</a>, inoltre si appoggerà su un accesso veloce ai servizi di Google, sullo stile di Friend connect o di Facebook Connect. In questa fase la grande G sta contattando le imprese editoriali per il test del software che dovrebbe essere pronto entro fine anno. Il processo era già in corso con <a title="Google News limiterà l'accesso agli articoli a pagamento" href="http://click.logg.it/2009/12/02/google-news-limitera-laccesso-agli-articoli-a-pagamento/">Google First Click Free</a>, programma per cui già da dicembre il motore di ricerca sta indicizzando i contenuti a pagamento delle imprese editoriali partner.</p>
<p>Uno degli aspetti è anche quello di smorzare il conflitto che ha portato <a title="Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento" href="http://click.logg.it/2009/07/11/gli-editori-contro-gli-aggregatori-di-news-new-york-times-e-murdoch-per-notizie-a-pagamento/">Murdoch a scagliarsi contro Google</a> come ladro di notizie: &#8220;Da parte nostra&#8221;, ha dichiarato Henrique De Castro, vicepresidente di Google per i global media, &#8220;c&#8217;è la volontà di diventare partner&#8221; e non avversari.   </p>
<p>Newspass sarà accessibile via PC ma anche da smartphone e sarà flessibile per adattarsi ai sistemi di pagamento scelti dagli editori, sia che si tratti di sistemi a consumo, di micropagamenti  o di abbonamenti.</p>
<p>Lo stesso tipo di percorso sembra che sia seguito da Google verso il settore della musica: il Wall Street Journal riporta infatti che sono in corso contatti per sondare le etichette musicali circa un sistema che dovrebbe permettere di distribuire brani su PC e smartphone Android.</p>
<p>Google ha già fatto un passo in questa direzione: attualmente sul mercato USA a seguito di una ricerca è possibile visualizzare informazioni sui brani e scaricare i file musicali attraverso una partnership che il motore di ricerca ha stipulato ad ottobre con <a title="Google entrerà nel mercato musicale" href="http://click.logg.it/2009/10/23/google-enterra-nel-mercato-musicale/">iLike, Lala, Pandora, imeem e Rhapsody</a>.</p>
<p>Anche in questo settore la grande G ha deciso di fare un passo in più e di creare il proprio servizio di distribuzione. In questo caso il passo è visto di buon occhio dalle major che hanno paura di una posizione troppo forte di Apple nel settore. Il meccanismo sarà dunque lo stesso delle notizie e partirà con un  negozio online basato sul motore di ricerca per evolvere in una piattaforma che permetterà di acquistare brani anche dai terminali Android.</p>
<p>Infine sono sempre in corso i piani di Mountain View per creare un <a title="Google prepara un eBook shop" href="http://click.logg.it/2009/10/17/google-prepara-un-ebook-shop/">eBook store</a> entro fine anno che presumibilmente avrà le stesse caratteristiche. Se si unisce a questo i piani di YouTube di vendere show e film abbiamo completato il quadro di una compagnia che vuole usare alcuni punti di forza (il motore di ricerca come punto di partenza, l&#8217;account globale come sistema di identificazione, il sistema di pagamento CheckOut) per diventare l&#8217;iTunes della rete.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/06/17/news/google_pay-4932905/index.html" target="_blank">Repubblica.it</a>, <a title="wall street journal" href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704895204575321560516305040.html?mod=googlenews_wsj" target="_blank">Wall Street Journal</a>]</p>


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		<title>Siamo maturi per le Slow News?</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/06/16/siamo-maturi-per-le-slow-news/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 16:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antony Star</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Online media]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Incuriosando]]></category>

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		<description><![CDATA[

Incuriosando (www.incuriosando.com) compie cinque anni.
Lo so, vi starete chiedendo come mai vi parli di Incuriosando e non di &#8220;slow news&#8221; così come recita il titolo dell&#8217;articolo.
Lo capirete presto se vi andrà di seguire la piccola evoluzione che abbiamo avuto in questi cinque anni.
Quando ho fondato Incuriosando (5 anni or sono per l&#8217;appunto), mi sono chiesto cosa avrei potuto fare io nel mio piccolo per il variegato mondo dell&#8217;informazione. Io che non leggevo più i giornali da anni, che non guardavo (ma non ricordo di averlo mai fatto) i TG per intero, io in perenne contrasto con il modo col quale [<a href="http://click.logg.it/2010/06/16/siamo-maturi-per-le-slow-news/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-3197" href="http://click.logg.it/2010/06/16/siamo-maturi-per-le-slow-news/logo1/"><img class="alignnone size-full wp-image-3197" title="logo-incuriosando" src="http://click.logg.it/files/2010/06/logo1.jpg" alt="Il logo di Incuriosando" width="98" height="98" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Incuriosando (<a title="www.incuriosando.com" href="http://www.incuriosando.com" target="_blank">www.incuriosando.com</a>) compie cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify">Lo so, vi starete chiedendo come mai vi parli di Incuriosando e non di &#8220;slow news&#8221; così come recita il titolo dell&#8217;articolo.</p>
<p style="text-align: justify">Lo capirete presto se vi andrà di seguire la piccola evoluzione che abbiamo avuto in questi cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify">Quando ho fondato Incuriosando (5 anni or sono per l&#8217;appunto), mi sono chiesto cosa avrei potuto fare io nel mio piccolo per il variegato mondo dell&#8217;informazione. Io che non leggevo più i giornali da anni, che non guardavo (ma non ricordo di averlo mai fatto) i TG per intero, io in perenne contrasto con il modo col quale si portavano le notizie nelle case degli Italiani.</p>
<p style="text-align: justify">Mi sono risposto che potevo strutturare un servizio di informazione così come mi sarebbe piaciuto. Un sito che potesse informare, che potesse coinvolgere, che spezzasse il concetto che giornalista e il lettore fossero separati da una barriera invalicabile.</p>
<p style="text-align: justify">Possibile che nell&#8217;era di Internet nello scambio di opinioni tra chi produce e chi consuma informazione non si poteva pensare a qualcosa di più di un blog amatoriale? Dove comunque il padrone dello spazio virtuale decide cosa e come pubblicare e gli altri al limite possono commentare. Non si poteva pensare a qualcosa di più dei forum dove partendo da una notizia si finisce poi per parlare di tutt&#8217;altro e magari delle ferie passate?</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-3201" href="http://click.logg.it/2010/06/16/siamo-maturi-per-le-slow-news/logo-incuriosando/"><img class="alignnone size-medium wp-image-3201" title="logo-incuriosando" src="http://click.logg.it/files/2010/06/logo-incuriosando-400x76.jpg" alt="logo grande Incuriosando" width="400" height="76" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La risposta è stata si! Si sarebbe potuto e a mio parere dovuto. Un nuovo servizio che sgonfiasse la figura del giornalista dall&#8217;alone di infallibilità, ma che comunque continuasse a farlo vedere autorevole. Un sito che consentisse ai lettori di decidere cosa trattare e come.</p>
<p style="text-align: justify">Fu per questo che con alcune persone iniziammo a ragionare su concetti quali la curiosità, il curiosare, l&#8217;incuriosire e il non fermarsi all&#8217;apparenza ma scavare dietro le cose.</p>
<p style="text-align: justify">Fu un grande balzo, che ci fece cambiare il paradigma giornalista/lettore che i media tradizionali avevano instaurato.</p>
<p style="text-align: justify">Il giornalista aveva il compito di Incuriosire, il lettore di seguire la via proposta e continuare l&#8217;opera approfondendo il tema non accontentandosi di scrivere un semplice commento. Perchè anche chi non si ritiene un esperto può portare un grande beneficio al tema trattato.</p>
<p>In quanti modi si può sviscerare un argomento? Praticamente infiniti!</p>
<p style="text-align: justify">Prendiamo ad esempio l&#8217;economia mondiale: un economista, potrebbe scrivere spiegando le dinamiche macro e micro, ma anche un responsabile delle risorse umane potrebbe farlo, mettendo in evidenza quali dinamiche influenzano il mercato del lavoro, e un manager di un&#8217;azienda, un ragazzo che cerca lavoro, un impiegata di banca, uno storico (per dire come nei secoli e negli anni si è evoluto il concetto di economia)&#8230; e, perchè no, una casalinga che può dirci come gestire le piccole somme e uscire dalla crisi, debbo continuare? Un lettore, che non si ritiene esperto di nulla, può parlare di un argomento con competenza.</p>
<p style="text-align: justify">Un numero, X articoli, non sono la fine ma l&#8217;inizio, perché il giornale non finisce con il lavoro dello staff, ma continua con quello dei lettori. L&#8217;articolo X+1, quello X+2 e così via e questa attività fa si che il tempo non sia più una variabile fissa, ma dipendente dall&#8217;interesse dei lettori per quella tematica. Un numero, così, può durare un giorno o un anno, dipende dalla curiosità che suscita e da quanti articoli vengono presentati.</p>
<p style="text-align: justify">Ed eccoci giunti al punto, siamo slegati dal tempo, abbiamo deciso di prenderne quanto ne serve senza avere ansie di sorta. Se esiste un movimento di slow food che vuole riscoprire il piacere del cibo gustato senza fretta ad un tavolo e si contrappone al fast food come concetto di cibo ingurgitato mentre si fa e si pensa ad altro, perché non crearne uno analogo per l&#8217;informazione?</p>
<p><a rel="attachment  wp-att-3202" href="http://click.logg.it/2010/06/16/siamo-maturi-per-le-slow-news/rss-inq/"><img title="rss-inq" src="http://click.logg.it/files/2010/06/rss-inq.jpg" alt="Il  servizio rss di Incuriosando" width="400" height="279" /></a><br />
<em>[Nell'immagine il servizio di lettura degli RSS di Incruiosando: sappiamo andare veloci se vogliamo]</em></p>
<p style="text-align: justify">Oggi viviamo immersi nelle Fast News! Leggiamo, riportiamo, seguiamo gli amici su Facebook, leggiamo le email, scriviamo su Linkedin. Ci preoccupiamo di non poter gestire i nostri spazi virtuali in vacanza e così compriamo uno smart phone o scegliamo un albergo col wi-fi.</p>
<p style="text-align: justify">Mi piace la tecnologia, però io ho in mente il giornale classico, quello che dominava quando non c&#8217;erano altri mezzi di informazione. No non perché era l&#8217;unico modo per informarsi o perché fosse di carta, ma perché lo si leggeva su una panchina del parco o comodamente in poltrona con una pipa sul tavolo e un bicchiere di brandy in mano.</p>
<p style="text-align: justify">Slow News! Fruite come un buon pranzo al ristorante.</p>
<p>Non siamo i soli, ho fatto una ricerca in rete. Esistono una serie di movimenti riguardanti le “Slow News”! E&#8217; una esigenza comune! Anche se poi ognuno ha declinato l&#8217;idea con una sua personale soluzione.</p>
<p style="text-align: justify">Qualcuno pensa di poter gestire la velocità delle notizie con una gestione interattiva della timeline, in modo da rendere il tempo una variabile della notizie e non perdere ciò che inevitabilmente salto. Il <a title="dadblog" href="http://www.dadblog.co.uk/?p=1664" target="_blank">fattore tempo deve essere una possibile via di accesso all&#8217;informazione</a> nel suo complesso. Questo tra le altre cose consentirebbe alle persone di creare il proprio metodo per la navigazione.</p>
<p style="text-align: justify">Altri pongono il focus della discussione sulla <a title="mediactive" href="http://mediactive.com/2009/11/08/toward-a-slow-news-movement/" target="_blank">raccolta delle notizie e non sulla fruizione</a>. La fretta è una cattiva consigliera e pubblicare il prima possibile, porta ad errori e imprecisioni. Più si corre e più gli errori sono grossolani.</p>
<p><a rel="attachment  wp-att-3205" href="http://click.logg.it/2010/06/16/siamo-maturi-per-le-slow-news/novita2/"><img title="link-articoli" src="http://click.logg.it/files/2010/06/novita2-400x236.jpg" alt="un  modo per creare link tra articoli diversi" width="400" height="236" /></a><br />
<em>[Nell'immagine:<strong> "scrivi una replica a questo articolo"</strong> è uno dei modi per coinvolgere gli utenti e legare gli articoli tra loro]</em></p>
<p style="text-align: justify">Noi di Incuriosando abbiamo pensato che non è possibile scindere la produzione dalla fruizione e che il focus debba essere posto sull&#8217;attenzione per gli utenti (fatto dai lettori per i lettori no?). La notizia non va data, va approfondita e il giornale non deve essere divorato, ma usufruito con calma, nei momenti di relax. Non una timeline, ma una navigazione semplice tra i numeri, una ragnatela di link che colleghino gli articoli simili, in modo che se ci si è persi qualcosa, si può recuperare facilmente e ovviamente il tempo. Non cerchiamo di inseguire le notizie, ma pubblichiamo cercando di seguire le esigenze dei lettori.</p>
<p style="text-align: justify">Siamo maturi per le slow news?</p>
<p style="text-align: justify">In stile Incuriosando, io ho tracciato la via, ora lascio che siano i lettori a rispondere&#8230;</p>


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		<title>Google e YouTube si danno al giornalismo</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/06/15/google-e-youtube-si-danno-al-giornalismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 13:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google e YouTube hanno annnciato alcuni &#8220;esperimenti&#8221; giornalistici che potrebbero essere significativi nell&#8217;ambito dei servizi offerti ai navigatori.
Google News ha fatto partire &#8220;Editors’ Picks&#8221; ed è una piccola rivoluzione: si tratta di un&#8217;area del sito in cui le notizie non sono ordinate con algoritmi automatici ma inserite dalla mente umana. Una breccia insomma nel dogma del motore di ricerca di puntare sull&#8217;automatismo, sugli algoritmi neutri per non scontentare nessuno.
Il meccanismo prevede la possibilità di editori partner (per ora una dozzina) di proporre particolari articoli a cui è offerta una vetrina all&#8217;interno di Google News, ponendosi al di fuori del sistema [<a href="http://click.logg.it/2010/06/15/google-e-youtube-si-danno-al-giornalismo/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Google" href="http://Google.com" target="_blank">Google</a> e <a title="YouTube" href="http://YouTube.com" target="_blank">YouTube</a> hanno annnciato alcuni &#8220;esperimenti&#8221; giornalistici che potrebbero essere significativi nell&#8217;ambito dei servizi offerti ai navigatori.</p>
<div id="attachment_3321" class="wp-caption alignnone" style="width: 321px"><a rel="attachment wp-att-3321" href="http://click.logg.it/2010/06/15/google-e-youtube-si-danno-al-giornalismo/google-news-editors-picks-s/"><img class="size-medium wp-image-3321" title="Editor's Picks di Google News" src="http://click.logg.it/files/2010/06/google-news-editors-picks-s-311x300.jpg" alt="Editor's Picks di Google News" width="311" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Editor&#39;s Picks di Google News</p></div>
<p><a title="google news" href="http://news.google.com/" target="_blank">Google News</a> ha fatto partire &#8220;Editors’ Picks&#8221; ed è una piccola rivoluzione: si tratta di un&#8217;area del sito in cui le notizie non sono ordinate con algoritmi automatici ma inserite dalla mente umana. Una breccia insomma nel dogma del motore di ricerca di puntare sull&#8217;automatismo, sugli algoritmi neutri per non scontentare nessuno.</p>
<p>Il meccanismo prevede la possibilità di editori partner (per ora una dozzina) di proporre particolari articoli a cui è offerta una vetrina all&#8217;interno di Google News, ponendosi al di fuori del sistema &#8220;piatto&#8221; del motore di ricerca che aggancia le notizie in maniera tematica.</p>
<p>Google per ora minimizza, dicendo che si tratta di uno dei numerosi esperimenti portati avanti dall&#8217;azienda, ma in fin dei conti si tratta dell&#8217;unico tentativo di modifica fuori dagli schemi dell&#8217;aggregatore di notizie preso come bersaglio di denunce da molti editori che lo accusano di &#8220;rubare&#8221; loro gli articoli.</p>
<div id="attachment_3322" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-3322" href="http://click.logg.it/2010/06/15/google-e-youtube-si-danno-al-giornalismo/youtube-citizentube-s/"><img class="size-medium wp-image-3322" title="CitizenTube di YouTube" src="http://click.logg.it/files/2010/06/youtube-citizentube-s-400x252.jpg" alt="CitizenTube di YouTube" width="400" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">CitizenTube di YouTube</p></div>
<p>YouTube invece si muove nel solco del &#8220;citizen journalism&#8221; con &#8220;YouTube News Feed&#8221; che aiuterà, con l&#8217;aiuto della scuola di giornalismo di Berkeley, a tener traccia dei video interessanti nella massa di 24 ore di video caricati ogni minuto su YouTube.</p>
<p>Il sistema proporrà un flusso di &#8220;breaking news video&#8221; su YouTube, con una focalizzazione su video di forte impatto visuale e fonti non tradizionali. Il flusso finale sarà su <a title="CitizenTube" href="http://www.citizentube.com/" target="_blank">CitizenTube</a>: il videoblog che esiste dal 2008 e che si occupava di notizie soprattutto politiche e si trasformerà nella fonte di breaking news.</p>
<p>I responsabili invitano chi realizza video di questo tipo ad avvisare sull&#8217;account Twitter <a title="@citizentube" href="http://twitter.com/citizentube" target="_blank">@citizentube</a>, in modo che possa essere preso in considerazione: anche in questo caso, per fonire un servizio di qualità, esisterà un controllo redazionale su quello che apparirà su CitizenTube. Ed anche in questo caso si tratta di una piccola rivoluzione.</p>
<p>[Via: <a title="nieman journalism lab" href="http://www.niemanlab.org/2010/06/google-news-experiments-with-human-control-promotes-a-new-serendipity-with-editors-pick/" target="_blank">NiemanJournalismLab</a>, <a title="official youtube blog" href="http://youtube-global.blogspot.com/2010/06/youtube-news-feed-whats-happening-now.html" target="_blank">Official YouTube Blog</a>]</p>


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		<title>Yahoo! passa al &#8220;citizen journalism&#8221; con Associated Content</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/06/01/yahoo-passa-al-citizen-journalism-con-associated-content/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 18:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
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		<category><![CDATA[Yahoo!]]></category>

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		<description><![CDATA[Yahoo! ha raggiunto un accordo per acquistare Associated Content, un serbatorio di contenuti realizzati da freelance a basso costo.
Il sito che è popolato da 380.000 contributori che ogni mese realizzano 50.000 pezzi tra articoli testuali, foto, audio e video entrerà così nel circuito di Yahoo! per rifornire di contenuti tutti i siti del gruppo.
Il meccanismo fino ad ora si è basato sulla pubblicità: i giornalisti sono pagati grazie all&#8217;introito degli inserzionisti che inseriscono pubblicità sul sito grazie ai 30 milioni di visitatori mensili del sito. AC paga un tot (da 1,5 $ a 2 $ a seconda dell&#8217;anzianità) ogni 1.000 [<a href="http://click.logg.it/2010/06/01/yahoo-passa-al-citizen-journalism-con-associated-content/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="yahoo" href="http://yahoo.com" target="_blank">Yahoo!</a> ha raggiunto un accordo per acquistare <a title="associated content" href="http://www.associatedcontent.com/" target="_blank">Associated Content</a>, un serbatorio di contenuti realizzati da freelance a basso costo.</p>
<div id="attachment_3178" class="wp-caption alignnone" style="width: 256px"><a rel="attachment wp-att-3178" href="http://click.logg.it/2010/06/01/yahoo-passa-al-citizen-journalism-con-associated-content/associated-content/"><img class="size-full wp-image-3178" title="Associated Content" src="http://click.logg.it/files/2010/06/Associated-Content.png" alt="Associated Content" width="246" height="52" /></a><p class="wp-caption-text">Associated Content</p></div>
<p>Il sito che è popolato da 380.000 contributori che ogni mese realizzano 50.000 pezzi tra articoli testuali, foto, audio e video entrerà così nel circuito di Yahoo! per rifornire di contenuti tutti i siti del gruppo.</p>
<p>Il meccanismo fino ad ora si è basato sulla pubblicità: i giornalisti sono pagati grazie all&#8217;introito degli inserzionisti che inseriscono pubblicità sul sito grazie ai 30 milioni di visitatori mensili del sito. AC paga un tot (da 1,5 $ a 2 $ a seconda dell&#8217;anzianità) ogni 1.000 visite al pezzo del giornalista più un extra (da 2 $ a 15 $) per alcuni contenuti ritentuti particolarmente interessanti che sono revisionati dalla redazione prima di andare online. In alternativa è possibile realizzare dei contributi su richiesta del sito che sono pagati da 10 $ a 100 $.</p>
<div id="attachment_3177" class="wp-caption alignnone" style="width: 231px"><a rel="attachment wp-att-3177" href="http://click.logg.it/2010/06/01/yahoo-passa-al-citizen-journalism-con-associated-content/associated-content-index_promo/"><img class="size-full wp-image-3177" title="Associated Content promo" src="http://click.logg.it/files/2010/06/Associated-Content-index_promo.png" alt="Associated Content promo" width="221" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Associated Content promo</p></div>
<p>Yahoo! ha dovuto sborsare una bella cifra, si dice da 90 a 100 milioni di $ per assicurarsi il sito che è stato fondato nel 2004 da Luke Beatty e ha ricevuto fino ad ora 21 milioni di $ dai venture capitalist.</p>
<p>Gli analisti hanno osservato che il prezzo è probabilmente troppo alto, sia perchè altri si erano affacciati per acquisire la compagnia e poi se ne erano andati (AOL che poi ha creato la piattaforma Seed per gli articoli e ha acquistato StudioNow per i video), sia perchè la strategia di Yahoo! è sempre stata quella di fornire contenuti di qualità e non si capisce bene come i contenuti proposti da giornalisti dilettanti possano essere utili a riempire i siti del gruppo.</p>
<p>Certo la scommessa di Yahoo! è grande: vedremo nel medio periodo se si è trattata di lungimiranza o di una scelta strategica sbagliata.</p>
<p>[Via: <a title="Yahoo! release" href="http://yhoo.client.shareholder.com/releasedetail.cfm?ReleaseID=471175" target="_blank">Yahoo! Release</a>, <a title="techcrunch" href="http://techcrunch.com/2010/05/18/yahoo-associated-content/" target="_blank">TechCrunch</a>]</p>


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		<title>Nasce &#8220;Il post&#8221;, newsmagazine online 2.0</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/04/21/nasce-il-post-newsmagazine-online-2-0/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 07:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggregatori]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Il Post]]></category>

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		<description><![CDATA[Da ieri, 20 aprile, è online &#8220;Il Post&#8221; sfida italiana all&#8217;Huffington post, ovvero un nuovo newsmagazine online.
Non si dice &#8220;giornale online&#8221; perchè porta male: tutti ricordano le scarse fortune de &#8220;Il nuovo&#8221;, uno dei primi giornali online lanciato in pompa magna da e.biscom e chiuso pochi anni dopo.
Il post è diverso: non si basa sulla redazione &#8220;pesante&#8221; (Il nuovo aveva un modello da giornale affermato con 35 giornalisti in organico) e con solo 5 redattori scelti tra 350 ragazzi che hanno risposto in rete all&#8217;annuncio cerca di mettere insieme il meglio della rete.
Luca Sofri, uno dei blogger italiani più amati [<a href="http://click.logg.it/2010/04/21/nasce-il-post-newsmagazine-online-2-0/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da ieri, 20 aprile, è online &#8220;<a title="il post" href="http://www.ilpost.it" target="_blank">Il Post</a>&#8221; sfida italiana all&#8217;Huffington post, ovvero un nuovo newsmagazine online.</p>
<div id="attachment_2809" class="wp-caption alignnone" style="width: 290px"><a rel="attachment wp-att-2809" href="http://click.logg.it/2010/04/21/nasce-il-post-newsmagazine-online-2-0/il_post/"><img class="size-full wp-image-2809" title="Il Post" src="http://click.logg.it/files/2010/04/il_post.jpg" alt="Il Post" width="280" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Il Post</p></div>
<p>Non si dice &#8220;giornale online&#8221; perchè porta male: tutti ricordano le scarse fortune de &#8220;Il nuovo&#8221;, uno dei primi giornali online lanciato in pompa magna da e.biscom e chiuso pochi anni dopo.</p>
<p>Il post è diverso: non si basa sulla redazione &#8220;pesante&#8221; (Il nuovo aveva un modello da giornale affermato con 35 giornalisti in organico) e con solo 5 redattori scelti tra 350 ragazzi che hanno risposto in rete all&#8217;annuncio cerca di mettere insieme il meglio della rete.</p>
<p>Luca Sofri, uno dei blogger italiani più amati con <a title="wittgenstein" href="http://www.wittgenstein.it/" target="_blank">Wittgestein</a> ne è direttore ed animatore e dice che la sua creatura è un &#8220;sito di news&#8221; o &#8220;superblog&#8221; come si usa al di là dell&#8217;oceano.</p>
<p>La verità è che si tratta di un modello misto, con materiale inedito mescolato a materiale esistente in rete grazie ad un aggregatore di notizie, tecnologia offerta dal partner <a title="banzai" href="http://www.banzai.it/" target="_blank">Banzai</a> che ha realizzato anche la grafica e cura la raccolta pubblicitaria de Il Post.</p>
<p>Il modello è originale: non c&#8217;è un editore, ma diversi finanziatori: il budget sfiora il milione di euro, con un obiettivo di pareggio in tre anni.</p>
<p>Ma il giornale (ops) è già fornito di firme, che in questo caso si pronunciano blogger e sono Giovanni Floris, Flavia Perina oltre ad alcuni economisti e ovviamente a Luca Sofri (altri ne arriveranno).</p>
<p>Il progetto nasce due anni fa, racconta lo stesso Sofri nel primo <a title="il post" href="http://www.ilpost.it/2010/04/19/in-questo-post/" target="_blank">quasi-editoriale</a>, con l&#8217;idea che nasce da Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale, e il nome creato da Christian Rocca.</p>
<p>Il progetto è quello di capitalizzare capitalizzare i 10 mila visitatori che tutti i giorni si collegano a Wittgenstein, al nono anno di vita, facendolo diventare un vero e proprio magazine diremmo noi.</p>
<p>Il fine è di informare senza fare sensazionalismo (cosa complicata in Italia: non siamo flemmatici come gli inglesi) e contare sull&#8217;appoggio degli iscritti che commentano, suggeriscono storie, nella più pura tradizione del web 2.0, infatti sono già attive le comunità Facebook, Twitter and so on&#8230;</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="la stampa" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=7531&amp;ID_sezione=38&amp;sezione=" target="_blank">La Stampa</a>, <a title="rai news 24" href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=140079" target="_blank">RaiNews24</a>]</p>


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		<title>Murdoch svela i piani per il Times a pagamento</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/03/27/murdoch-svela-i-piani-per-il-times-a-pagamento/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 08:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[News Corporation]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://click.logg.it/?p=2628</guid>
		<description><![CDATA[Il Times di Londra ha annunciato i propri piani per passare ad un modello a pagamento per le versioni online dei propri giornali.
Il Times e il Sunday Times a giugno migreranno infatti su due nuovi siti: www.thetimes.co.uk e www.thesundaytimes.co.uk, che saranno leggibili entrambi con con un pagamento giornaliero di 1 £ (1,10 €) o per l&#8217;intera settimana a 2 £ (2,20 €). Contemporaneamente l&#8217;attuale sito unico dei due giornali, www.timesonline.co.uk  sarà chiuso. I due nuovi siti invece saranno disponibili gratuitamente per un periodo di prova.
&#8220;In un momento critico per il giornalismo, questo è un passo cruciale per fare delle notizie un business economicamente sostenibile&#8221; [<a href="http://click.logg.it/2010/03/27/murdoch-svela-i-piani-per-il-times-a-pagamento/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a title="Times" href="http://www.timesonline.co.uk" target="_blank">Times</a> di Londra ha annunciato i propri piani per passare ad un modello a pagamento per le versioni online dei propri giornali.</p>
<div id="attachment_2631" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-2631" href="http://click.logg.it/2010/03/27/murdoch-svela-i-piani-per-il-times-a-pagamento/times-online/"><img class="size-medium wp-image-2631" title="Times Online" src="http://click.logg.it/files/2010/03/times-online-400x60.gif" alt="Times Online" width="400" height="60" /></a><p class="wp-caption-text">Times Online</p></div>
<p>Il Times e il Sunday Times a giugno migreranno infatti su due nuovi siti: www.thetimes.co.uk e www.thesundaytimes.co.uk, che saranno leggibili entrambi con con un pagamento giornaliero di 1 £ (1,10 €) o per l&#8217;intera settimana a 2 £ (2,20 €). Contemporaneamente l&#8217;attuale sito unico dei due giornali, www.timesonline.co.uk  sarà chiuso. I due nuovi siti invece saranno disponibili gratuitamente per un periodo di prova.</p>
<p>&#8220;In un momento critico per il giornalismo, questo è un passo cruciale per fare delle notizie un business economicamente sostenibile&#8221; sostiene Rebekah Brooks, amministratore delegato di News International.</p>
<p>Questo è solamente il primo passo per la News Corporation in Gran Bretagna dove controlla 4 giornali tra cui il più diffuso, il Sun: non sono stati comunicati dettagli ma si sa che si muoveranno tutti verso un modello a pagamento.</p>
<p>Già in luglio la News Corp. e il New York Times hanno dichiarato di voler sviluppare un <a title="Gli editori contro gli aggregatori di news, New York Times e Murdoch per notizie a pagamento" href="http://click.logg.it/2009/07/11/gli-editori-contro-gli-aggregatori-di-news-new-york-times-e-murdoch-per-notizie-a-pagamento/">piano in tal senso</a>, Murdoch si è poi <a title="Murdoch vuole allearsi con Microsoft contro Google" href="http://click.logg.it/2009/11/23/murdoch-vuole-allearsi-con-microsoft-contro-google/">scagliato contro Google</a>, rea di &#8220;rubare&#8221; le notizie ai giornali attraverso il proprio aggregatore di News.</p>
<p>Il Sunday Times è il giornale leader in UK per la giornata della domenica con 1,2 milione di copie, mentre il Times viaggia sulle 540.000 copie giornaliere.</p>
<p>Il Times Online ha avuto 2,4 milioni di visitatori unici in febbraio che lo rende il sesto giornale online dietro al Mail Online, il sito del Daily Mail e del Mail on Sunday.</p>
<p>[Via: <a title="the new york times" href="http://www.nytimes.com/2010/03/27/business/media/27paper.html" target="_blank">The New York Times</a>]</p>


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		<title>Google News si evolve: crea la tua sezione e segnala le notizie preferite</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/02/03/google-news-si-evolve-crea-la-tua-sezione-e-segnala-le-notizie-preferite/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 08:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune novità su Google News contribuiscono a rendere più interessante il servizio.
La prima è la capacità di creare la propria sezione di notizie personale, che va ad aggiungersi alla possibilità di modificare l&#8217;aspetto dell&#8217;homepage. Questo è possibile a partire dalle pagine di Google News in inglese (quelle di Australia, Canada, India, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito, USA) ed è fattibile semplicemente impostando una ricerca: il risultato sarà automaticamente inserito nella sezione personale. Quest&#8217;ultima poi può essere inserita nell&#8217;elenco di Google e può essere utilizzata anche da altri utenti, un po&#8217; come succede per le mappe personalizzate. Alcuni esempi sono Space e Hollywood.
La [<a href="http://click.logg.it/2010/02/03/google-news-si-evolve-crea-la-tua-sezione-e-segnala-le-notizie-preferite/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune novità su <a title="google news" href="http://news.google.com" target="_blank">Google News</a> contribuiscono a rendere più interessante il servizio.</p>
<div id="attachment_2215" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-2215" title="Google News section: Space" src="http://click.logg.it/files/2010/02/Google-News-Section-Space.jpg" alt="Google News section: Space" width="400" height="288" /><p class="wp-caption-text">Google News section: Space</p></div>
<p>La prima è la capacità di creare la propria sezione di notizie personale, che va ad aggiungersi alla possibilità di modificare l&#8217;aspetto dell&#8217;homepage. Questo è possibile a partire dalle pagine di Google News in inglese (quelle di Australia, Canada, India, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito, USA) ed è fattibile semplicemente impostando una ricerca: il risultato sarà automaticamente inserito nella sezione personale. Quest&#8217;ultima poi può essere inserita nell&#8217;elenco di Google e può essere utilizzata anche da altri utenti, un po&#8217; come succede per le mappe personalizzate. Alcuni esempi sono <a title="google news space" href="http://news.google.com/news/section?pz=1&amp;cf=all&amp;ned=us&amp;hl=en&amp;csid=81fd56484d395619" target="_blank">Space</a> e <a title="google news hollywood" href="http://news.google.com/news/section?pz=1&amp;cf=all&amp;ned=us&amp;hl=en&amp;csid=615ae121f2642223" target="_blank">Hollywood</a>.</p>
<div id="attachment_2216" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-2216" title="Google News: starred (preferiti)" src="http://click.logg.it/files/2010/02/Google-News-Starred.jpg" alt="Google News: starred (preferiti)" width="400" height="362" /><p class="wp-caption-text">Google News: starred (preferiti)</p></div>
<p>La seconda riguarda sempre le notizie in inglese che possono adesso essere contrassegnate con una stella e automaticamente inserite nella propria sezione &#8220;starred&#8221; di Google News. Si tratta insomma di una funzione &#8220;preferiti&#8221;, come quella utilizzabile sul nostro browser o su Gmail: un modo per tenere sott&#8217;occhio le notizie che ci interessano di più. Google terrà poi in osservazione la notizia segnalata e proporrà il titolo in grassetto in occasione di modifiche alla pagina della notizia.</p>
<p>Peccato solo che queste funzioni non siano disponibili per il momento in Italia.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="google news blog" href="http://googlenewsblog.blogspot.com/2009/11/create-and-share-custom-news-sections.html" target="_blank">Google News Blog</a>, <a title="google news blog" href="http://googlenewsblog.blogspot.com/" target="_blank">Google News Blog</a>]</p>


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		<item>
		<title>Il New York Times online parzialmente a pagamento dal 2011</title>
		<link>http://click.logg.it/2010/01/21/il-new-york-times-online-parzialmente-a-pagamento-dal-2011/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 08:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[The New York Times]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ufficiale: il New York Times ha annunciato che dal 2011 sarà in funzione un sistema di pagamento per i propri articoli online.
Il sistema scelto è simile a quello attualmente adottato dal Financial Times che permette agli internauti di leggere 10 articoli liberamente al giorno e successivamente richiede un&#8217;abbonamento &#8220;flat&#8221; che permette l&#8217;accesso a tutto il sito.
Il sistema individuato, &#8220;Sottolinea il valore di quello che facciamo&#8221; ha dichiarato Bill Keller, direttore esecutivo, &#8220;ovvero giornalismo professionale,  aggressivo e di cui i lettori si fidano: merce sempre più preziosa. Questo ci darà una seconda modalità per sostenere il nostro duro e costoso lavoro.&#8221;
Il [<a href="http://click.logg.it/2010/01/21/il-new-york-times-online-parzialmente-a-pagamento-dal-2011/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ufficiale: il <a title="the new york times" href="http://www.nytimes.com" target="_blank">New York Times</a> ha annunciato che dal 2011 sarà in funzione un sistema di pagamento per i propri articoli online.</p>
<div id="attachment_2136" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-medium wp-image-2136" title="The New York Times" src="http://click.logg.it/files/2010/01/the-new-york-times-obama-election-screenshot-400x272.jpg" alt="The New York Times" width="400" height="272" /><p class="wp-caption-text">The New York Times</p></div>
<p>Il sistema scelto è simile a quello attualmente adottato dal Financial Times che permette agli internauti di leggere 10 articoli liberamente al giorno e successivamente richiede un&#8217;abbonamento &#8220;flat&#8221; che permette l&#8217;accesso a tutto il sito.</p>
<p>Il sistema individuato, &#8220;Sottolinea il valore di quello che facciamo&#8221; ha dichiarato Bill Keller, direttore esecutivo, &#8220;ovvero giornalismo professionale,  aggressivo e di cui i lettori si fidano: merce sempre più preziosa. Questo ci darà una seconda modalità per sostenere il nostro duro e costoso lavoro.&#8221;</p>
<p>Il punto vero però è quanto la richiesta di denaro agli utenti abbatterà i lettori del giornale e di conseguenza le entrate pubblicitarie. Il New York Times è il più grande giornale online negli USA con 17 milioni di lettori al mese e ha già provato due volte questa strada: negli anni &#8216;90 ci fu un sistema per far pagare i lettori d&#8217;oltreoceano, mentre tra il 2005 e il 2007 il servizio TimesSelect faceva pagare l&#8217;accesso per gli editoriali e i commenti.</p>
<p>Il giornale sta studiando i vari metodi di pagamento da oltre un anno: la scelta è caduta su questo sistema perchè così il giornale conta di &#8220;Massimizzare le entrate da entrambi i canali&#8221;, secondo Martin A. Nisenholtz, vice presidente per l&#8217;edizione digitale. Attualmente però non sono noti i numeri, ovvero quanti articoli saranno gratuiti e a quanto ammonterà l&#8217;abbonamento.</p>
<p>Quello che è sicuro è che il giornale non potrà costruire un muro intorno all&#8217;informazione da solo: avrà bisogno sia di distributori (alleanze con sistemi come iTunes, Amazon Kindle, etc.) e di compagni di viaggio tra gli altri giornali.</p>
<p>Insomma, il New York Times ci riproverà, salvo poi stabilire dopo un paio d&#8217;anni che il modello ideale era quello dei broadcaster commerciali (TV, radio) che da sempre offrono contenuti senza farli pagare ai propri telespettatori o ascoltatori.</p>
<p>[Via: <a title="the new york times" href="http://www.nytimes.com/2010/01/21/business/media/21times.html?hp" target="_blank">The New York Times</a>]</p>


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