Martedì, 21 Settembre 2010
Il Consiglio d’Europa propone un trattato globale per garantire il diritto alla rete
Il Consiglio d’Europa ha presentato all’ultima riunione dell’Internet Governance Forum che si è tenuta a Vilnius un trattato in 12 punti che tende a riconoscere la rete come diritto accessibile a tutti.
Come si sa Internet ha un carattere anarchico sin dalla sua creazione: il suo governo però è sempre stato nelle mani del Dipartimento del Commercio USA che ha solo recentemente (nel 2009) lasciato il controllo dell’ICANN ad un comitato formato da supervisori governativi internazionali.
L’IGF invece è un forum di consultazione promosso nel 2005 dall’ONU e formato da governi, associazioni e imprese private per discutere di sostenibilità, robustezza, stabilità e sviluppo della rete.
All’ultima sessione è stato appunto presentato questo documento con cui il Consiglio d’Europa intende proteggere la rete da interferenze politiche e mettere al sicuro i principi fondanti degli standard aperti, neutralità della rete, libertà d’espressione, governo plurale.
L’idea è quella di creare qualcosa di simile all’Outer Space Treaty del 1967 che regola i comportamenti che i governi e i privati devono tenere nello spazio esterno alla Terra o su altri corpi celesti: l’esplorazione dello spazio deve andare a vantaggio di tutte le nazioni.
Proprio come lo spazio, anche la rete dovrebbe essere considerata un luogo extraterritoriale e dovrebbe esserci una cooperazione transfrontaliera tra le nazioni, per proteggere la rete da ciber-attacchi o ciber-terrorismo e per garantire l’interoperabilità di intenet in termine di infrastrutture, servizi e contenuti.
L’iniziativa è stata criticata dai reponsabili delle grandi industrie private che lavorano su Internet, che hanno citato i recenti tentativi dei governi di interferire sulla rete (vedi il Digital Economy Bill del’UK).
In realtà il recente caso Google-Verizon dimostra che nemmeno i privati siano immuni dall’idea di voler piegare la rete ai propri interessi.
Il trattato potrebbe quindi essere la strada giusta, anche perchè si dichiara esplicitamente di voler mantenere il carattere di sistema diretto da “molteplici portatori d’interesse” che è la base dell’IGF.
Certo è da dimostrare che un comitato formato da governi, privati e associazioni sia meglio dell’ICANN: il sistema diventerebbe più democratico ma uscirebbe dall’orbita degli USA che ha garantito il carattere aperto e neutrale della rete fino ad ora grazie alla propria Costituzione, inoltre il comitato potrebbe alla fine del percorso diventare un’organizzazione all’interno del sistema ONU.
[Via: Computer Weekly, Telegraph]
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