La Digital Economy Bill nel Regno Unito è stata definitivamente approvata dal parlamento del Regno Unito.

Solo 40 su 646 parlamentari alla II lettura della legge

Solo 40 su 646 parlamentari alla II lettura della legge

Si tratta dell’ennesimo attacco alle libertà in rete dopo la legge dei 3 avvisi prima della disconnessione in Francia, di IPRED in Svezia e l’ormai famoso “Great firewall” in Cina.

La nuova legge inglese è stata approvata dopo un processo legislativo veloce chiamato “wash-up” che si usa solitamente per licenziate testi che non sucitano opposizioni alla fine della legislatura. Forse non era la procedura adatta in questo caso, visto che di opposizione questa legge ne ha suscitata molta: 38 Degrees, Open Rights Group hanno organizzato l’invio di 22.000 email al primo ministro, una petizione di  dontdisconnect.us ha totalizzato oltre 35.000 firme, critiche si sono susseguire dalle associazioni dei consumatori come dalle associazioni che curano la privacy.

La legge prevede un gran numero di norme. Gli internet provider dovranno spedire lettere agli utenti accusati di violare il copyright attraverso il p2p. Dopo 1 anno dalla lettera ai provider sarà possibile prendere misure come un rallentamento della velocità, filtrare le possibilità di accedere ai siti da parte di un utente e disconnessioni forzate. Il tutto senza possibilità di difendersi in anticipo.

La legge fornisce inoltre il potere all’alta corte di bloccare un sito su segnalazione del segretariodi stato per una quantità di vaghi motivi come la sicurezza nazionale o siti con contenuti che permettono di infrangere il copyright. Si potrebbe insomma creare una lista di proscrizione, gestita sostanzialmente dal governo, proprio come i Cina con il “Great Firewall”.

Esiste la possibilitò di fare appello per chi è destinatario di questi provvedimenti, ma si tratta di modifiche notevoli della legislazione esistente.

La storia di questi provvedimenti però non lascia adito a dubbi: dopo un periodo in cui gli utenti si spaventano (in Svezia il traffico è sceso del 30% il giorno dopo l’approvazione ma è tornato ai livelli pre-legge dopo un paio di settimane) gli utenti cambiano strategia e si affidano a nuovi mezzi per scembiare file, come utilizzare degli “anonimizzatori” o utilizzare servizi di deposito di file per scambiarli in maniera anonima.

Il risultato? Un flop come in Francia dove il traffico illegale è cresciuto, inoltre mentre prima tutto era alla luce del sole e quindi controllabile dalle forze di polizia, dopo diventa sommerso e quindi molto più difficile da rintracciare.

[Via: ars technica]