C’è qualcosa che non va nella lotta alla pirateria musicale in Gran Bretagna.

Manifestazione del "Partito dei pirati"

Manifestazione del "Partito dei pirati"

Un’inchiesta del Mirror ha dimostrato che il costo che dovranno afftontare gli internet provider per contrastare la pirateria sarà più alto delle perdite supposte da parte dell’industria musicale.

John Petter, capo della divisione internet di BT ha calcolato che le misure antipirateria potranno costare 365 milioni di £ l’anno. Però usando i dati di Jupiter Reseach, utilizzate dalla BPI (associazine britannica delle imprese musicali) per convincere che stanno perdendo molti soldi, si vede che la perdita stimata è di 200 milioni di £ nel 2009.

Inoltre i dati mostrati dalla  BPI sono elaborati sull’ipotesi 1 download =1 vendita persa che è stato dimostrato non essere veritiero.

Petter sostiene inoltre, e non è il solo a farlo, che questa guerra si sposterà sul terreno tecnologico: alle misure della BPI gli utenti risponderanno con contromisure per non essere colpiti.

Ad esempio spendendo 3 £ all mese è possibile avere una VPN con la quale ogni utente potrebbe passare sopra il confine dello stato e nessuno nel paese potrebbe venire a conoscenza di cosa sta facendo nella rete privata: non  la BPI, non gli internet provider, non il governo.

E allora chiaramente i conti non tornano.

[Via: Torrentfreak]