I due social network più importanti si sono mossi quasi contemporaneamente con due novità: Facebook lancia Lite, mentre Twitter apre la porta alla pubblicità.

Facebook Lite

Facebook Lite

Facebook lancia la versione Lite della piattaforma per un motivo ben preciso: il 70% dei 250 milioni di utenti è oramai fuori dagli USA e 65 milioni accedono al sito da terminali mobili. Ergo è necessaria una versione leggera che sia facilmente caricata ed utilizzata in zone con banda stretta o sia semplice da navigare con gli smartphone.

La versione Lite è stata infatti prevista all’inizio per l’India e poi successivamente aperta agli USA sotto richiesta. In effetti il design è gradevole, essenziale: mancano tutti quegli accessori che forse appesantiscono un po’ la visita normalmente (barra inferiore, applicazioni, gruppi, pagine). Rimangono il flusso di aggiornamenti, la possibilità di accedere ai profili e agli eventi. La pubblicità rimane (per ora punta al feedback sull’interfaccia).

E’ possibile a tutti provare la nuova versione, basta cambiare la lingua inserendo l’inglese nelle impostazioni.

Twitter logo

Twitter logo

Twitter invece ha cambiato i termini di utilizzo del sito e ha esplicitamente lasciato la porta aperta per la pubblicità, che in effetti sarebbe molto utile al bilancio aziendale. Il fondatore Biz Stone ha affermato in passato che banner e simili non sono “prioritari” per Twitter, ma che stanno esplorando le possibilità esistenti di estrarre valore per le aziende.

Ciò non toglie che prima o poi dovranno probabilmente aprirsi a banner e similia: se alcuni analisti ritengono che questi spazi non siano attraenti per le aziende perchè possono essere affiancati a contenuti potenzialmente offensivi, d’altra parte altri notano che gli utenti passano sempre più tempo su questi siti e le loro preferenze sono tracciabili, quindi interessanti per gli inserzionisti.

Le due mosse li rendono “sempre più simili”? Sì e no. Per ora Facebook rimane una piattaforma con molte funzionalità e aperta ad applicazioni esterne, Twitter rimane basato sui post da 140 caratteri. E’ vero però che potenzialmente combattono per assicurarsi gli stessi utenti ed inserzionisti e le due mosse vanno nella stessa direzione.

[Via: Insidefacebook, Twitter blog]