Nuove mosse sullo scacchiere europeo riguardo alle leggi in fieri per un maggior controllo di internet.

L’europarlamento ha bocciato a larga maggioranza il “pacchetto telecom” che prevedeva (tra le altre cose) la possibilità di disconnettere un utente che fosse stato “beccato” a scaricare files coperti da diritto d’autore.

l'aula di Strasburgo

Europarlamento: l'aula di Strasburgo

Tutto è nato con un emendamento presentato da un fronte trasversale che vedeva insieme liberaldemocratici, Verdi e sinistra (gruppi Adle, Verdi-Ale, Gue-Sinistra europea unita, Ind-Dem). Il principio affermato è che «non possono essere imposte limitazioni ai diritti e alle libertà fondamentali degli utenti finali» a meno che «vi sia una minaccia per la sicurezza pubblica», un atto amministrativo non è sufficiente quindi per impore limitazioni: in questo caso l’unica autorità a poter operare è quella giudiziaria.

L’emendamento è stato approvato con 407 voti a favore e 57 contrari: tutto il pacchetto, che era già stato concordato con il consiglio Europeo, dovrà essere riesameinato dalle due istituzioni, dopo le elezioni di inizio giugno.

Italia

Italia

La notizia sul fronte italiano è che il “famigerato” emendamento D’alia, presentato in febbraio al DDL sicurezza è stato eliminato dalla stesura finale del testo. Ricordiamo che l’emendamento prevedeva la facoltà per il governo di chiudere, su segnalazione della magistratura, i siti o le piattaforme che ospitino affermazioni o contenuti riconducibili all’apologia di reato.

La vaghezza del testo e le evidenti intenzioni censorie hanno portato all’eliminazione del testo, forse con lo zampino del nuovo “intergruppo 2.0” composto da 12 parlamentari di maggioranza e di minoranza che cercherà di alfabetizzare le stesse fila del parlamento sulle nuove tecnologie.

Piratpartiet

Piratpartiet

In Svezia invece pare che il nuovo “Partito del Pirata” (Piratpartiet) abbia preso vigore dopo la condanna di Pirate Bay da parte del tribunale svedese e possa diventare la terza forza nel paese: in sole tre settimane il partito ha triplicato le sue iscrizioni raggiungendo i 44.000 membri. Ci sono realistiche possibilità che il partito possa quindi conquistare un seggio all’europarlamento: e questa sarebbe veramente una prima assoluta per un movimento di questo tipo.

[Approfondimenti: euobserver, Repubblica.it e Torrentfreak]