YouTube sta siglando negli ultimi giorni diversi accordi con case di produzioni cinematografiche e musicali per creare paittaforme di distribuzione “premium”.

vevo

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YouTube e Universal Music hanno annunciato di voler creare un sito specializzato in video musicali, chiamato Vevo che partirà alla fine del 2009.

Le due compagnie hanno dichiarato che alcuni video musicali saranno disponibili solo su Vevo e che divideranno i ricavi pubblicitari generati dal sito, descritto come: “punto di riferimento per i video musicali di qualità per consumatori, pubblicitari e artisti”.

Questo sembra essere un buon accordo con le major musicali dopo i problemi con alcune di esse della fine del 2008: YouTube ha dovuto bloccare la musica di Warner Music in alcuni paesi dopo che la società non ha voluto firmare il nuovo l’accordo di distribuzione, firnato invece da Sony Music. E’ possibile che YouTube voglia allargare l’accordo anche ad altre etichette in futuro.

YouTube

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L’altro accordo riguarda i principali studi cinematografici (Sony, CBS, MGM, Lionsgate, Starz e BBC) per i quali YouTube trasmetterà film e spettacoli televisivi (senza tagli).

Anche qui si tratta di costruire una nuova piattaforma: i loro contenuti verranno inseriti in una sezione premium del sito dove i film verranno diffusi gratuitamente ma supportati da annunci pubblicitari: le entrate saranno condivise con i proprietari dei diritti.

Dopo i problemi della causa da 1 miliardo di dollari di Viacom del marzo 2007 la strada sembrava obbligata: in realtà un accordo con MGM era già attivo da novembre 2008.

YouTube inserirà le pubblicità all’interno dei video e si porrà in diretta concorrenza con Hulu, piattaforma per la fruizione di contenuti video di NBC che sta prendendo molto piede negli USA.

Gli accordi sui contenuti premium erano stati predetti dagli analisti che la vedevano come una via obbligata per monetizzare il traffico del sito i cui costi sarebbero esplosi (si parla di 500 milioni di $ di buco per il 2009) per il consumo di banda, problemi di licenze, etc.

[Approfondimenti: Yahoo! TECH e ars technica]