I laboratori indiani del colosso IBM stanno portando avanti già dal 2007 un nuovo protocollo di comunicazione, chiamato HSTP: “hyper-speech transfer protocol”. Analogo all’HTTP odierno con il quale è possibile per le macchine trasferire ipertesti, il nuovo protocollo permetterà la trasmissione di “ipervoci” utilizzando internet.

IBM

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L’idea fondamentale è quella di utilizzare la tecnologia del riconoscimento vocale, in cui IBM storicamente primeggia, per poter dare comandi ed integrare il tutto con una specie di risponditore automatico evoluto, che possa gestire il suo comportamento a seconda dei comandi vocali e non più con i tasti di un telefono: il tutto dovrebbe essere accessibile via internet.

In questa ottica si creerà dunque un “web vocale” che si potrà sovrapporre al web che conosciamo di tipo testuale e garantire nuovi scenari di navigazione per gli utenti.

Ad esempio l’utente potrà consultare un motore di ricerca nominando il nome, fare una ricerca sui negozi di elettronica sempre a voce, ascoltare l’elenco dei negozi, per poi ordinare al “browser vocale” di andare al sito del negozio preferito…

Certo agli utenti che usano quotidianamente i più evoluti browser con la banda larga l’innovazione sembrerà di scarsa utilità, ma IBM ha pensato a tutti quei territori dove si stanno diffondendo i telefonini e dove l’ADSL è pura utopia: la sperimentazione infatti sta avvenendo in alcune regioni dell’India.

Applicazioni interessanti si profilano però anche per gli ipovedenti o i non vendenti che avrebbero un’opzione di navigazione più interessante degli attiale siti web letti (spesso male perchè non adatti) dagli screen reader.

[Approfondimenti: ReadWriteWeb]