Microsoft Research, ovvero i laboratori di ricerca dell’azienda di Redmond, hanno rilasciato un’articolo che parla di un nuovo approccio per la realizzazione del browser della prossima generazione chiamato in codice Gazelle.

Gazelle

Gazelle

L’idea è quella di utilizzare i nuovi concetti espressi dal team di Google Chrome estremizzandoli al massimo, con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza di navigazione.

A Microsoft Research sono partiti dall’osservazione di come si sia passati da browser che dovevano sfogliare solo pagine statiche a motori universali per far girare applicazioni dinamiche, con un capovolgimento totale delle capacità dello stesso programma.

Da qui la necessità di far diventare il browser un mini-sistema operativo vero e proprio con un nucleo chiamato Browser Kernel (BK) e diversi processi che si appoggiano ad esso (chiamati “principal”). Questa architettura era già stata adottata con Chrome, ma esiste una differenza sostanziale: nel browser di Google ciascuna pagina aperta è incapsulata in un processo, indipendentemente dalla provenienza dei componenti della pagina, con Gazelle ogni elemento di ciascuna pagina dalla provenienza diversa avrà il suo processo, in modo che un eventuale collasso di un plugin (ad esempio) non comprometta il funzionamento nemmeno della pagina su cui si sta navigando.

La sicurezza è quindi massima perchè ciascun processo per comunicare con il sistema operativo o con un altro processo deve necessariamente passare per il browser kernel che quindi è in grado di bloccare una comunicazione potenzialmente pericolosa o una richiesta di risorse esosa.

Esiste già un prototipo di Gazelle che è stato testato nei laboratori di Microsoft e i risultati sono confortanti: il nuovo browser è più leggero e si avvia più velocemente, ma risulta lento il doppio dell’attuale IE 7 nell’apertura di una nuova scheda, sia vuota che “piena” poichè il consumo di memoria è maggiore dati tutti i processi da gestire. Gazelle si trova bene nel passaggio da una pagina all’altra di uno stesso sito, ma si dimostra lento su un sito complesso come New York Times, con un tempo di caricamento di 6 secondi contro 3 di IE 7.

[Approfondimenti: Kataweb e Microsoft Research]